Archive for aprile 2011

e le verdure di stagione
aprile 29, 2011

Io non so perchè, lo giuro, ma una delle chiavi di ricerca più usate per arrivare al mio blog è “video porno con verdura”, tant’è che tempo fà ne scrissi stupita quanto ora.

Ma adesso mi balena nella testa una riflessione in più: se è vero che queste verdure sono così gettonate, se nell’immaginario erotico la zucchina, il cetriolo e persino l’esile carota vanno così forte… come mai LUI non ci ha pensato e nel programma del suo “Bunga Bunga” non ha inserito un numerino vegetale al posto delle ormai consunte infermiere… che manco a Pierino gli tirerebbe più??

La risposta è che è vecchio e che non ha fantasia, la pochezza delle sue idee si manifesta anche nei suoi risvolti più impensati e molesti.

Mi permetto quindi di suggerire questa nuova fantasia, antica quanto il mondo credo, eppure originale al contempo, per intrattenere sè ed i propri ospiti con uno slancio tutto nuovo e molto “bio”.

Certo, gli ortaggi potrebbero essere radioattivi, ma è un rischio del mestiere, vero presidente?…

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vestita, lavata, pronta – parte 3
aprile 28, 2011

Niente, la paternale è rimandata a domani, insieme a qualche altra tragedia occasionale.

vestita, lavata, pronta – parte2
aprile 28, 2011

Ecco, è andata anche peggio di come pensassi. Il che vuol dire che sono ancora troppo, troppo troppo troppo troppo ottimista.

Mi sono fermata al punto 2, starò ferma lì per un bel po’.

La giornata non è ancora finita…….

vestita, lavata, pronta – parte 1
aprile 28, 2011

Tanto sarà una giornata di merda… persino più delle altre. Ho vissuto abbastanza da sapere che oggi mi troverò di fronte, in ordine: 1 gente che mi guarderà pensando “ahhh che palle, che vuole questa oggi?…” 2 gente che mi guarderà pensando “uhmm… ci penso io a te, di qua non passi”, 3 gente che mi guarderà pensando “Ora ti faccio una paternale su come quando e perché è opportuno o non è opportuno fare le cose”. Ma al punto 3 e persino al punto 2 potrei persino non arrivarci quindi vale la pena non sprecare in vano l’ottimismo e tenerselo per altri momenti.

No, davvero, mi dispiace scrivere parolacce in questo blog, che poi le leggono persone per bene, che non c’entrano nulla con le mie arrabbiature e magari cominciano a pensare di me cose incredibili, cose raccapriccianti e… persino vere!

Ma io le dico… quante ne dico quando sono arrabbiata, anzi, anche solo un po’ nervosa! ne dico meno di altri, ma le dico.

Ne ho detta una stamattina appena sveglia, solo perché ara cominciata questa giornata di merda.. quindi è il caso di riprendere un discorso ottimistico e prevedere una lunga e disarticolata serie di pensieri e parole molto rappresentative del mio umore, da qui all’eternità.

Pace.

P.S. questo post non finisce qui

Confusi e infelici
aprile 27, 2011

L’amore confonde. Ed è un problema perché lucidi non si è mai.

Anche perchè, capisci, nella vita si amano tante cose, forse troppe e l’amore confonde.

Generalmente si è confusi quando non si sa come fare, quando si ha un dubbio. E’ ovvio, amare è difficile e non lo sa fare nessuno.

Amare confonde, amare ferisce.

L’importante non è vincere ma non partecipare
aprile 26, 2011

Al contrario di tutto quanto ti aspettavi da bambino, con il tempo aumentano le incertezze su praticamente ogni cosa nella vita. E’ un altro ottimo motivo questo per gettare improperi sul destino, al cielo, al postino.. che non porta mai buone notizie, ai tuoi genitori che quando avevi 5 anni ti hanno comprato il libro dei perché, ai tuoi insegnanti, ai tuoi amici, ai tuoi animali domestici che non ti hanno mai parlato nonostante tu abbia sempre pensato che potessero farlo.

E comunque crescendo ti aggrappi a qualche piccolo punto fermo, quelle che chiami convinzioni e che in un certo senso potrebbero persino essere definite ideologie perché, in fondo, tutto è politica.

Per me, ad esempio, non mangiare carne (mai più) è una certezza, nel senso che sono certa che non lo farò mai più e che si tratta di una decisione giusta, tutta via, in questo mondo di ladri, c’è sempre qualcuno pronto a ricordarti che non è l’unica decisione giusta, che ci sono (anzi ci sarebbero) migliaia di decisioni altrettanto giuste da prendere: comprare prodotti a chilometri zero, non usare la macchina, risparmiare sull’elettricità, consumare meno zuccheri e così via, facendoti sentire una persona incoerente per aver preso una giusta decisione su mille e non aver rinunciato anche a quella.

Capita allora in una bella serata tra amici di dover difendere la tua giusta decisione, la cui giustezza nessuno contesta. Difenderla in quanto non ingiusta, ma in quanto sola e isolata rispetto a tutte le altre che una come me potrebbe e anzi dovrebbe prendere.

Quindi tu, che hai preso un impegno e che a tuo modo fai un sacrificio, all’improvviso diventi più incoerente di chi, sopraffatto dalle incoerenze, ha preferito non fare nulla.

Cazzate. Non sarai il massimo della coerenza, nel tuo armadio c’è un giubbino (meraviglioso da togliere il fiato) di vera pelle e tu te lo metti ogni tanto (e ti senti figa quando lo fai) e tra le tue scarpe ce ne sono molte di vero cuoio, ma tu sai che preferisci comprare ecopelle, tu conosci i tuoi sforzi per rispettare l’ambiente il più possibile e tu sai come e quanto ti informi sulle aziende di cui compri i prodotti. Ma soprattutto tu non mangi carne da più di tre anni. Anni in cui i tuoi amici coerenti hanno continuato a mangiarne.

Tutto quello che devi fare è esserne cosciente e andare avanti. Non succederà niente grazie a te. McDonald non fallirà e a Pasqua tutti continueranno a massacrare agnelli e laggiù, in America, farciranno tacchini fino a scoppiare nel giorno del ringraziamento e le braciolate, le salsicce, il ragù e pane e salame. Si, tutto sarà sempre perfettamente uguale ma l’importante non è vincere, ma non partecipare!

cut
aprile 25, 2011

E’ tutto grigio oggi, ma pure se piovesse sinceramente non me ne fregherebbe niente.

Ho dormito nel fumo, ho fatto sogni fumosi che non significano niente e che non valgono niente.

Non serve a niente dormire con qualcuno se non gli dai nemmeno un abbraccio. Non serve a niente dormire con qualcuno se esserci o non esserci non fa differenza.

Non si capisce perché camminando si finisce sempre in qualche enorme buca di infelicità e che per risorgere, per trovare la propria Pasqua di cinque o dieci minuti si debba prima passare per un calvario di corone di spine, di croci, di chiodi nelle mani.

Ma vaffanculo.

tre anni dopo
aprile 24, 2011

Facebook è una macchina da guerra inarrestabile che vive e respira nonostante ogni tanto noi utenti cerchiamo di ucciderla con quell’istinto distruttivo che ci muove sempre, ho detto sempre e lo ripeto. Lo confermo.

Però insomma, passano tre anni dal cammino di Santiago e ancora mi contatta gente che ha camminato con me. Gente che ho solo sfiorato, che mi si è ritrovata davanti o a fianco per caso, per un chilometro o due o anche meno. Gente che quasi non ricordo, gente della quale devo andare a cercare un segno da qualche parte dentro di me, con tanto, tanto impegno.

E comunque è una gioia, è un regalo di Pasqua, il migliore regalo del mondo.

Perché si, io quel viaggio di solitudine non lo dimenticherò mai. Non voglio, non voglio!!! E mi vedo da vecchia, sai, quando si cominciano a perdere i mercoledì e si ripetono sempre le stesse cose, le stesse frasi, ecco, il cammino sarà il mio mantra, mi ci aggrapperò e magari non ricorderò il nome di mio marito se mai ne avrò uno però mi ricorderò dei piedi dei miei amici del cammino, mi ricorderò di Yuri, mi ricorderò… e ogni tanto mi scenderà una lacrima tra le rughe.

Forse mi sfuggirà qualche particolare, persino qualche persona, ma mai i passi pesanti di tutti i sassi che mi portavo sulle spalle e ogni volta che succede qualcosa, ogni volta che posso ricordare io dico grazie alla fortuna.

Grazie Peter per avermi cercata e più ancora grazie per avermi ricordata.

Sensazione strana
aprile 23, 2011

Si.

due mani che strizzano la milza.

una mosca che mi vola nella testa.

Saluto al sole
aprile 22, 2011

Ho un raffreddore che mi ha fatto dormire male e vegliare ancora peggio, la gola è in fiamme e non misuro la febbre perché è un gesto inutile, averla o non averla non cambia granchè.

Tuttavia ero ansiosa di cominciare a fare qualcosa con lo Yoga e nonostante le difficoltà oggettive a partire dalla pessima qualità della respirazione, devo dire che qualcosina l’ho conclusa.

Ero appena sveglia, ancora nel letto, ho spostato la coltre di fazzoletti usati accumulati nella notte e mi sono messa nella posizione del cadavere (consona alla mia condizione di malata) Ho chiuso gli occhi perché mi è venuto spontaneo, anche se mi piacerebbe praticare ad occhi aperti, comunque stavolta è andata così. Ho cominciato respirare profondamente e consapevolmente, focalizzavo l’attenzione sull’addome e sul petto e sia dopo la fase di inspirazione che dopo quella di espirazione trattenevo il respiro per un paio di secondi. Fortunatamente non ho dovuto starnutire o soffiarmi il naso in quei minuti o forse la fortuna non c’entra e magari quel tipo di respirazione ha influito beneficamente sul mio raffreddore pernicioso, chissà… in ogni caso ero molto rilassata, ma tutto sommato lo ero anche appena cominciato, quindi non posso dire se abbia funzionato o no.

Sono rimasta qualche secondo a riflettere se mi sentivo in grado di provare qualche posizione, magari una sequenza dinamica come il saluto al sole… Avrei voluto ma una volta in piedi ho realizzato di non stare sufficientemente bene. Ho fatto le solite cose, mi sono lavata e vestita, ho messo delle cose in lavatrice, ho raccolto i fazzoletti e li ho gettati nello sciacquone del water… e a quel punto mi sono resa conto che avevo fatto le scale un paio di volte e mi ero piegata e alzata abbondantemente e che forse, a quel punto, avrei potuto focalizzare le mie energie (seppure poche) in maniera costruttiva.

Mi sono tolta le scarpe e mi sono messa nella posizione della montagna, facendo attenzione alla respirazione ho tirato su le braccia ed ho eseguito un piegamento in avanti, ho respirato ancora ed ho portato la gamba destra indietro e poi anche l’altra: addominali contratti e spalle forti, quando fai asse devi respirare a fondo, sempre con il naso e concentrarti sulla spina dorsale che si rinforza. Poi ho piegato le gambe e ho rilassato le dita dei piedi, sono andata giù con il busto lasciando i glutei in alto, poi sono sguisciata nella posizione del cobra che flette all’indietro la colonna e tende l’addome. Dalla posizione del cobra si va direttamente alla posizione del cane che guarda in basso, formando con il corpo una “V” rovesciata. In questa posizione senti tutta la tua parte posteriore che si allunga. Non è confortevole, ma respirando arriva ossigeno ad ogni singolo muscolo e tendine e se ne trae beneficio. Una gamba viene in avanti e subito dopo la segue l’altra, si resta ancora piegati e poi si torna nella posizione della montagna. Quindi ho ripetuto la sequenza invertendo l’ordine delle gambe.

Questo è stato il mio saluto al sole.

Non posso dire con esattezza cosa stimoli nel corpo e nella mente questo tipo di sequenza, io mi sento rinvigorita, certo, ma… non avverto sensazioni particolari.

Ho trovato difficoltà nel ricordare la sequenza, cosa che mi ha distratta dalla respirazione a volte ma non mi sento frustrata, non devo essere perfetta. Lo yoga ti invita alla lentezza, alla rilassatezza… Quindi se qualcosa oggi è andato storto, domani andrà meglio. l’importante è fare la propria parte.

Ora sono sudaticcia e sto starnutendo moltissimo quindi il miracolo dello yoga non è avvenuto, ma non posso dire che ci sperassi.

Mi metto a letto e aspetto che passi.