nonna, che sorriso grande che hai! – è per vivere meglio bambina mia

Ho iniziato una nuova avventura, questo non significa che debba durare a lungo. Potrebbe anche esaurirsi nel giro di una settimana per quanto ne so. Per ora ci ho investito una ventina di euro… anche se non ci crede nessuno a questo mio improvviso pragmatismo.

L’altro ieri ho comprato “Yoga per negati” e a dire la verità l’ho anche già finito. Quello che posso dire fin’ora è che è stata una bella lettura, che ritengo di poter fare un tentativo, dopo aver studiato meglio le posizioni e predisposto uno spazio da adibire alla pratica che per ora non credo di avere.

Mi sento avvantaggiata, mentirei se dicessi il contrario e lo yoga non prevede che si dicano bugie, nemmeno quelle di convenienza. Parto avvantaggiata perché sono vegetariana e perché ho sempre avuto un’inclinazione introspettiva. Ma a pensarci bene, nello yoga non c’è competizione e non vedo a cosa potrebbe servirmi un vantaggio, tanto più che in questo mondo che si basa sull’equilibrio, dove vedo un vantaggio, probabilmente si annida uno svantaggio. Compensazione si chiama.

Che il nostro mondo, che il nostro destino, la nostra vita, ovvero la mia e quella di tutti gli altri esseri viventi si basi sul principio della compensazione l’ho capito da piccolissima. Allora già sapevo che se per puro caso ricevevo qualcosa di bello, sarebbe accaduto più prima che poi, di dover restituire il favore.

Ogni volta che spero qualcosa (perché mi capita di affidarmi tal volta alla fortuna) intimamente penso a una controparte cui rinuncerei pur di ottenere ciò che voglio, tanto perché chi di dovere capisca che ne ho davvero bisogno.

Ultimamente sto riflettendo molto sulla mia spiritualità, sto decidendo a cosa voglio credere, sto decidendo cosa voglio sapere e approfondire e più mi documento e più mi dispiace non averlo fatto prima o che un percorso del genere non si incoraggi come si incoraggia la scelta di una carriera e di un corso di studi.

Non sono mai stata una secchiona, ma applico una sana curiosità a più di qualche settore di conoscenza e col tempo ho imparato ad accantonare la predisposizione alla superficialità e ad andare al cuore delle cose.

Il buddismo dice che la felicità è una scelta. Io credo allora che per alcuni sia una scelta più semplice che per altri, ma del resto sembra che il povero Buddah dovette fare un viaggio lungo e tormentoso per trovare una chiave di lettura sul mondo e se non è stato facile per lui non vedo come potrebbe esserlo per me.

Fino ad ora e sono passati 35 anni da quando ho messo piede in questo posto sporco e rozzo, ho capito una sola cosa che do per certa: il coraggio paga. Ogni volta che sono stata coraggiosa poi ci ho guadagnato.

Non so che significa e se valga per tutti, ma sono fiera di aver messo questo tassello nella mia bacheca.

Ora vado a dormire… domani si lavora e anche se non ho meditato, respirato e praticato, forse questa è stata la prima pagina del mio diario sullo yoga.

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