cosa sarebbe l’arrosto senza il fumo?

Anche oggi è arrivato il momento settimanale di rimettere a posto le mie cose. Nonostante il raffreddore ho dovuto prendermi un’oretta per riordinare la montagna di vestiti e di orpelli che colorano, proteggono e avvolgono morbidamente la mia vita di eterna insicura.

La mia vita. Si.

Non so se capiti anche agli altri o almeno a qualcun altro, fino ad ora chiunque a cui l’abbia chiesto si è dimostrato sorpreso e per niente incline a comprendere ma io, dei momenti più salienti della mia esistenza ricordo i vestiti che indossavo. Che fossero dei jeans o una canotta comprata in un negozio a via dei serpenti, che fosse il primo esame all’università o quella gita in umbria con Stella… io ricordo.

Ho un armadio pieno zeppo di appuntamenti e primi appuntamenti, di sospiri romantici e di lacrime, il mio armadio trabocca di grandi occasioni e piccoli imprevisti, di mal di pancia e di momenti in cui mi sono sentita (eh già) proprio figa!

Non riesco a buttare niente perché mi sembrerebbe di separarmi dai miei ricordi. Eppure dovrei perché c’è un mucchio di roba che non mi entra più ed è frustrante ritrovarsela davanti ogni volta. E c’è un mucchio di roba che francamente non metterei più perché ormai ha fatto il suo tempo e si vede.

Ma nonostante la sofferenza e la resistenza al lavoro che pure sarà impegnativo, ecco, credo proprio che sia arrivato il tempo di disfarsi di qualcosa, magari gradualmente, passo dopo passo… con calma e… con gratitudine.

Comprare vestiti mi da la sensazione di mettere una firma alle mie giornate, con un colore, una linea, un tessuto che siano adeguati, precisi, perfetti per l’occasione, per quanto banale l’occasione possa essere.

Apprezzo il nero o la sobrietà del grigio, il beige e il blu sono rassicuranti ma i colori vivaci, se ben abbinati, fanno sorgere il sole negli occhi e li adoro, mi rappresentano. Credo.

Io, che non sono mai stata la più bella e mai lo sarò, ho sempre avuto l’esigenza di manifestare la mia originalità e un gusto non convenzionale.

I miei vestiti sono una sottolineatura ai miei pensieri, una sottolineatura con l’evidenziatore e invidio seriamente chi può farne a meno. Ne farei a meno anche io se potessi. Ci sono persone che possono andare in giro nude o completamente vestite di nero o di bianco, con una t-shirt e dei jeans, io no, non sempre… non significherei niente, sarei invisibile.

Mi ricordo di un cartone animato in cui c’era un tizio che indossando un mantello magico diventava trasparente, io funziono al contrario, senza il vestito giusto sono invisibile, non sono nessuno.

Possono sembrare dichiarazioni tristi ma non lo sono.

Non so cosa sono. Ma conosco abbastanza la tristezza da sapere quando non è con me.

Annunci

There are no comments on this post.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: