piccoli accorgimenti Yoga per sopportare gli scazzi quotidiani

Le arrabbiature arrivano, di alcune sai tutto, le puoi prevedere e quasi le aspetti mentre covano, di altre rimani sorpreso. Io non mi arrabbio spesso, nel senso che non me la prendo spesso con qualcuno perché – e questa è una cosa che mi spaventa un po’ – tendo a capire chi compie dei torti. Quando vedo un film, di sovente mi capita di tifare per l’assassino, spero la faccia franca anche perché in un film la vittima sparisce quasi subito ed è fondamentalmente il personaggio più inutile dell’intera storia.

Comunque, dicevo, tendo a capire chi compie degli errori e mi viene sempre spontaneo mettermi nei panni di chi sbaglia piuttosto che in quelli di chi si comporta in maniera irreprensibile.

E’ un limite, me ne rendo conto, ma forse è in linea con una certa coerenza di cui non posso fare a meno. Io capisco una persona che si arrangia, che tira a campare, che per vivacchiare è costretta a fregarti un po’… Non mi sta simpatica, ma le do delle attenuanti. Tutti abbiamo bisogno di attenuanti prima o poi.

Oggi mi sono arrabbiata. Una delle cose che mi fa arrabbiare è la prepotenza perché nelle persone prepotenti non riesco a immedesimarmi. Ci sono persone che adoperano il bullismo per ottenere le cose, ti ridicolizzano, ti portano all’esasperazione, ti sfiancano.

Siccome però conosco dei segreti per estirpare la rabbia alla radice, ho cercato di metterli in pratica.

Mi sono messa seduta comoda, ho chiuso gli occhi per concentrarmi meglio. Ho focalizzato l’attenzione sui rumori buoni: un canto del gallo che veniva da lontano, il cinguettio degli uccelli fuori dalla finestra, quella bella luce che filtrava attraverso le palpebre. Ho cominciato a respirare profondamente, trattenevo l’aria, la rilasciavo, aspettavo, di nuovo tiravo dentro l’aria e mano a mano che andavo avanti tutto mi sembrava più pulito: il respiro, i pensieri, la luce.

Ero ormai convinta di non dovermi più sentire contrariata, di non dovermi preoccupare, che a tutto c’è una soluzione pacifica e la guerra nella mente di qualcuno non può passare nella mia se io non glielo permetto.

Non so se ho reso l’idea.

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