Archive for luglio 2011

love is a losing game. Come la vita
luglio 31, 2011

 

Con tutte le cose che avrei da dire su di me, mi sembra naturale parlare di qualcos’altro, mi sembra naturale parlare, magari, di qualcuno che non conoscevo, che non ho mai incontrato, qualcuno di cui non so niente tranne che non c’è più e che – fin quando c’è stato – mi ha dato solo un riflesso, una presenza vaga e di contorno a un viaggio in macchina, a una lettura distratta. Qualcuno che fin quando c’è stato mi ha dato una canzone intorno alla quale considerare i miei umori variabili.

Da non intenditrice, da ignorante, da incompetente totale della musica io posso dire che ho amato alla follia Amy Winehouse e di averla amata per lo stile elegante, metropolitano e per quella voce inconfondibile, graffiata, consumata, adulta. Una voce che avrei messo nel corpo di una donna nera e sana, di quelle con un culo che parla. Una voce e una penna che ti facevano vedere e sentire il tormento dolce di un’anima fuori dal comune.

L’ho amata per quel trucco assurdo, la cofana sulla testa, lo stato di stordimento perenne nel quale si faceva beccare in ogni occasione perchè ho il dubbio che senza tutto quell’alcol e le droghe il mondo l’avrebbe amata e capita meno… chi lo sa.

E poi io lo devo ammettere e forse questa affermazione mi costerà il rispetto da parte di qualcuno ma io preferisco i tossici ai maniaci della pulizia e dell’ordine, li trovo più coraggiosi e sinceri. Si amano poco quanto gli altri ma in compenso più degli altri amano il prossimo e non si fingono qualcosa che non sono.

Peccato, perché Amy non scriverà mai più nulla, peccato perché in quella manciata di tempo che aveva impiegato a lavorare aveva fatto un ottimo lavoro e io di quello le sarò sempre grata

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pensaci Bri
luglio 24, 2011

Io credo, e ne sono proprio convinta, che le persone infelici siano persone che, in un modo o nell’altro, cercano di essere diverse da quelle che sono. E va bene cercare di migliorarsi, provare ad elevarsi, ma guai a sconfinare in quel territorio proibito che é la negazione della propria essenza. Ci sto riflettendo io che sono infelice e lo sono stata ogni volta che ho cercato di dimenticare come sono e ogni volta che ho dimenticato di ringraziare il cielo per le lacrime che so piangere, i sorrisi che so dare, l’orgoglio, l’attitudine a sognare e la sbadataggine, l’ingenuità, il lago quieto e azzurro che mi scialacqua dentro ad ogni passo.

 

lo sfogatoio
luglio 22, 2011

Queste pagine sono un enorme, lunghissimo “sfogatoio” (non mi importa granché che esista o no questo termine) che va avanti dal 2006 e che raccoglie lamentele e paure di diverso tenore e che, in qualche modo mi aiuta a tirare a campare in questo mondo che sento spesso, troppo spesso, ostile e nemico.

Erano pagine fitte fitte che si sono andate diradando insieme alla fiducia in me stessa e negli altri.

Questi ultimi due sono stati anni di crisi profonda: nel lavoro, per il quale ho perso l’entusiasmo e il ritmo. Nel cui ambiente sono una aliena che arriva in ritardo da chissà dove, che scappa via perché deve andare al comune, questo comune “di seimila anime” come dice qualche collega insinuando di continuo che non ci sia poi così tanto da fare o da pensare.

Crisi profonda nell’attività politica dove tutto è andato al contrario di come avrei voluto, sperato e, peggio di tutto, di come avevo previsto… Segno questo della mia poca lungimiranza e tattica e, ma si diciamolo, poca intelligenza.

E vale a poco lo stringere i denti e andare avanti quando non ti va più di uscire, di vedere nessuno perché nessuno ti vede per quello che sei, ma per quello che rappresenti, per il prodotto che hai dato o non dato… come se dovessi andartene in giro con una nota di biasimo attaccata in fronte o con un cappello con le orecchie da asino.

Crisi profonda nell’amore che a volte sembra un appiccico, una forzatura, un compromesso per non soffrire, quando guardi la persona che hai di fianco e non sai dire se sta con te perché lo vuole o perché  “ormai è andata così” e forse in fondo, in quello che tutti chiamano cuore e che a te fa male di continuo la risposta vera la senti e ti punge e ti graffia come una spina nel piede.

E provo a capire il perché, provo ad esaminare gli indizi e le prove e mi ritrovo colpevole di ogni cosa che non va, ma non trovo una sola soluzione accettabile. Dovrei avere un carattere che non ho, dovrei essere la persona che non sono per vivere la vita che ho e che, se fossi diversa, probabilmente mi avrebbe dato molte più soddisfazioni e meno sofferenza.

Ogni tanto chiedo perdono a me stessa per quello che mi consento di pensare.