beeeeeeeeeeeeeee

Caro blog, quell’uso biblico della metafora ovina così inviso ai progressisti, io – ti dirò – lo sto rivalutando. Nell’arco di questa mia vita, che ormai annovera diverse primavere, ho avuto modo di capire che avere un’idea propria, del tutto originale, è pressoché impossibile e averne una e tenersela è addirittura inammissibile. Basta un venticello, basta un niente, una parola, uno sguardo, un cenno da parte di chi teniamo in qualche considerazione per farci desistere o anche da parte di chi disprezziamo in buona misura per farci quanto meno vacillare.

Non c’è nessun male nel dubbio, il fatto è che l’ansia di non restare soli ci fa fare cose terribili, come far tacere la coscienza e la ragione.

L’ansia di non restare soli ci fa diventare pecore.

Ne so poco di pecore, lo ammetto. Anzi devo dire che la pecora è un animale che così, a prima vista, direi di amare… perché inoffensivo, docile, pacifico ma un uomo si dice pecora quando questi segue in maniera pedissequa la volontà di chi sta in prima fila, del montone di turno. La pecora la capisco in fondo, il mondo era pieno di lupi, ma l’uomo… L’uomo i lupi l’ha fatti estinguere.

Blog, oggi ti parlo di questo perché è da qualche tempo che nel mio paese i sentimenti vengono montati come panna. Qualcuno parla e tutti gli altri fanno si con la testa. Le idee vengono diffuse nei bar e il chiacchiericcio dilaga.

Questa era la premessa, i fatti dicono che in effetti le cose non vanno bene ma blog, prima che certe persone possano parlare, prima che certi individui che fino a ieri hanno succhiato tutto il latte delle tette pubbliche, oh Dio Blog, dovrebbero passare mille anni. Forse di più.

Il punto è che ci sono persone che hanno una gran faccia tosta, hanno il cranio spesso, sono i montoni del caso che imperterriti, nonostante i precedenti disdicevoli, continuano a dire la loro senza decenza.

Il problema però é di chi gli da importanza, di chi come una pecora gli si accoda e aspetta di essere riportato in stalla.

Blog, scusa lo sfogo. Il fatto è che c’è chi decide di fare politica per dare un segnale, per dare – nel suo piccolo – un esempio di impegno e sacrificio e chi invece ha sempre gravitato intorno a certi ambienti per un tornaconto personale. Ricevere gli insulti di questi ultimi può essere fastidioso da una parte, ma dall’altra, credimi, è un grande onore.

Annunci

There are no comments on this post.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: