E’ tanto liberatorio

 

Premetto che non ne so nulla, che non so il perché e il per come, che non mi interessa nemmeno – molto francamente – che non ho voglia di informarmi, che è una notizia che ho appreso distrattamente in radio e che è una di quelle cose per le quali credo sia necessario ragionare in maniere dal tutto populista e il più semplicisticamente possibile. Dello sciopero dei calciatori non me ne frega una mazza. Che si fermi il campionato per un mese, per un anno, per tutta la vita non me ne importa un fico secco. Mi dispiace per chi ci perde soldi, ma forse li poteva mettere in qualcos’altro o tenerseli sotto il materasso, mi dispiace per chi tifa ma ci sono altri sport più onesti a cui appassionarsi. Mi dispiace per i calciatori che forse si vergogneranno pure un po’ a scioperare, ma del resto è assurdo che abbiano il diritto di farlo… considerati i loro stipendi e considerato il particolare momento storico che viviamo.

E’ una di quelle storie per le quali ti viene voglia di gridare un lungo e spassionato “ma vaffanculo”  immaginando il povero cristo che fatica ad arrivare a fine mese che accende la TV per vedersi la partita la domenica (o il sabato o il mercoledì o quand’è…) e trova il suo attaccante preferito con le braccia conserte perché i suoi milioni, le ville e tutti i privilegi non gli bastano più. Eh si, ma vaffanculo.

E ripeto, non voglio saperne di più.

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