Il falco vola, compagni addio!

Nella mia (oddio non so trovare un aggettivo) diciamo sconclusionata (ecco, non ci voleva tanto) attività’ di assessore, mi tocca spesso organizzare convegni istituzionali e la ricorrenza del Giorno della Memoria e’ una di quelle a cui tengo maggiormente.

L’anno scorso, lo devo dire, ho fatto proprio il botto.

Non tanto per la partecipazione che, se non si mangia e non si beve o non si balla e’ difficile che la gente si lasci coinvolgere più’ di tanto ma ho fatto il botto per la qualità’ degli interventi.

Tra gli altri c’erano il Mohel della comunità’ ebraica di Roma il dottor Nauri e un coriaceo partigiano di nome Ferdinando De Leoni.

Il Mohel e’ il medico circoncisore della comunita’, per un ebreo il mohel e’ di fatto colui che ti rende ebreo; e’ quindi una delle figure più’ importanti in assoluto.

Conobbi Nauri al San Camillo di Roma, curava mio padre insieme a Roberto Villani, il nostro parente, colui che ci aveva fatto trovare un posto in ospedale nel reparto di  epatologia, anche se mio padre poi non aveva problemi al fegato nello specifico.

Roberto era quello buono, paziente, diplomatico; Nauri invece era quello senza peli sulla lingua, quello che ci diceva che non c’erano speranze.

Lo contattai l’anno scorso perche’ mi venne in mente per caso e lo ritrovai cosi’ diverso, cosi’ mite, emozionato, introverso…

Al contrario di lui questo anziano partigiano, presidente onorario dell’ANPI, una personalità’ trascinante, arguta, lucidissima che avrebbe potuto parlare per ore senza annoiare.

L’altroieri mi chiama Orlando, mi dice che deve darmi una brutta notizia e io gli dico “per piacere no… ne ho avute troppe ultimamente” e lui mi informa che purtroppo il “compagno” Ferdinando De Leoni si e’ spento.

Mi ricordo alla fine del convegno quando lo salutai e lo implorai di restare ancora, una pizza, un piatto di pasta…

Se ne ando’, avevano un impegno a Fiuggi lui e Vincenzo, l’inseparabile Vincenzo.

Vincenzo ha scritto un libro su Ferdinando De Leoni, il titolo e’: “Il falco vola, compagni addio!”

Vorrei che Vincenzo portasse in presentazione questo libro anche ad Arce. Ecco, in qualche modo per la prossima Giornata della memoria credo che il compagno De leoni sarà’ ancora tra noi.

 

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