Just Home

Casa mia.

Che dolcezza che c’è in questa frasetta, in questa immagine che ognuno vede come vuole.

C’è una poltrona da dividere in tre, ci sono le piantine di spezie sul balcone, c’è la bolletta della luce nel vuota tasche, oppure magari ci sono sei bagni, una piscina, una sauna e la palestra.

Ognuno ha la sua idea, ognuno ha la sua casa, il suo mondo.

Io ho passato metà della mia vita ad aspettare di trasferirmi nella “casa grande”, nella villa che i miei genitori sognavano e che ho visto nascere fin dalle fondamenta. Ci hanno messo anni e alla fine abbiamo impacchettato le nostre cose e ce ne siamo andati ma ho capito una cosa: io in realtà non volevo andare via, non ancora. Abbiamo lasciato gli appartamenti contigui nei quali vivevamo con i nonni, li abbiamo divisi e affittati, lasciati ad altra gente.

Poi però i miei nonni sono morti, mia madre, mio padre e io ci siamo allontanati, complici tre piani di casa per tre persone, loro hanno cominciato a farmi soffrire, io ho cominciato a far soffrire loro e la nostra è stata per lo più una storia triste, bisogna riconoscerlo.

E mai come ora sono certa che la maggior parte della felicità che ho provato nella vita l’ho provata nei minuscoli appartamenti di Via Guglielmo Marconi.

Ci sono cose che mi tengono legata alla casa in cui vivo attualmente, come le estati passate sul muretto qua davanti con gli amici, le grigliate di pesce che ci facevamo in giardino quando la casa era ancora un mucchietto di legno e di cemento armato, le serate passate a spiare dalla finestra la macchina di Marco che non arrivava mai mentre il trucco scivolava via in qualche lacrima di insicurezza.

Le salatissime bollette del telefono con i primi fidanzati, il computer e le prime chat quando parlare con uno sconosciuto che alla fine sarebbe rimasto tale sembrava il più poderoso manifesto di libertà al mondo.

Eppure l’idea di tornarmene lì giù, in quel buco piccolo con una finestra affacciata su un muro di rose mi riempie l’animo di gioia.

Forse è l’illusione di poter tornare indietro nel tempo o la sensazione di poter ricominciare da capo.

O forse è il solito capriccio di una incorreggibile indecisa.

 

Annunci

Una Risposta

  1. La prima che hai detto, secondo me.
    Ti capisco e non dico altro.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: