Archive for maggio 2012

BOOOOM!
maggio 6, 2012

Gli spari, i botti, i fuochi d’artificio. Si usano per segnalare la festa, una festa generalmente religiosa, una ricorrenza, per onorare il Santo Patrono del paese.

Ci si sveglia di buon ora al mattino con il rimbombo nelle orecchie, un rumore, un suono spiacevole che, tra l’altro, non manca di evocare la violenza delle bombe e la mia zona, vicina al cassinate, da quella violenza  ne fu colpita e devastata non molto tempo fa, ma le cose si dimenticano in fretta.

Mi alzo, vado in bagno e i botti continuano… il Santo è uno di quelli importanti.

Scendo, apro la porta e i miei cani entrano e vanno a rifugiarsi sotto un tavolo, una sedia, un letto e al contempo mi guardano con un terrore negli occhi che io non so rassicurare. Anche io lo provo.

Non perché abbia come loro paura del rumore, ma perché ho paura di una cultura, di un modo di essere nei quali io ad essere, appunto, non riesco.

Non riesco ad uniformarmi alla stupidità di certe convenzioni e all’ottusità dilagante che contempla la vita dell’uomo al centro di un mondo fatto di “accessori” per la sua felicità, in cui l’unica vita che conta è la sua e tutto il resto gli è funzionale.

Fanno bene i miei cani ad avere paura, anche se i botti sono solo del gran rumore senza senso, è sempre bene non abbassare la guardia con gli uomini.

come non detto
maggio 5, 2012

volevo prendere il sole e lui (giustamente) è scappato.

Con il sole
maggio 5, 2012

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Una splendida giornata di sole. Lo stereotipo della giornata primaverile e splendente è molto più di un’immagine, è un concentrato figurativo di sensazioni topiche, è il 25 aprile dei sentimenti: una liberazione. Pensare che, per un giorno, non si debba far altro che prendere il sole, mangiare e fare sport (non necessariamente in quest’ordine) non può che essere meraviglioso.

Naturalmente le cose non stanno proprio così, i brutti pensieri restano anche quando c’è il sole, non si sciolgono come il ghiaccio, ma prendersi cura di sé è un antidoto prezioso che si riesce ad attuare meglio quando le condizioni climatiche sono favorevoli.

Tra poco quindi scenderò in giardino, per altro ho già indossato il costume, e per un’oretta o poco più mi lascerò “baciare” dal sole. Quel tanto che basta, insomma, per sintetizzare la vitamina D, per lasciare che la mia pelle si colori un po’ e che il mio spirito si disgeli.

Dopo andrò a fare spesa, ho finito: benzina, insalata, seitan e soiaburgher. Mi serve anche un po’ di frutta. Per chi si chiedesse cos’è il seitan è presto detto: si tratta di un prodotto del glutine del grano, è molto proteico e preparato con la salsa di soia ed altre spezie assume un sapore molto simile a quello della carne. Lo trovo alla Conad del mio paese e devo dire che ne sta facendo uso con piacere anche mia madre.

Per pranzo avevo intenzione di preparare una pasta con verdure, un piatto ricco di carboidrati perché nel pomeriggio ho intenzione di dedicarmi allo sport: alle 16.00 la mia amica Silvia, diventata da poco “zin” (zumba instruction network) praticamente istruttrice di zumba, terrà la sua prima lezione alle 16.00, dopo vorrei camminare ancora per un’ora e alla fine, dopo la doccia sarà di nuovo ora di occuparsi del cibo, magari un’insalata con frutta e noci.

Non so cos’altro accadrà oggi e, sono sincera, vorrei succedesse altro oltre questo ma vedendola da un punto di vista diverso, estraneo e nemmeno tanto lontano, anche se questo fosse tutto ciò che dovrà accadere oggi, non sembrerebbe un brutto giorno tutto sommato. Ma speriamo sempre in meglio!

 

L’allenatore nel pallone
maggio 4, 2012

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Da un paio di giorni non si parla d’altro, l’allenatore della fiorentina Delio Rossi che ha preso a pugni uno dei suoi calciatori, Adem Ljajic, non si capisce bene perché e sui social network i miei contatti che più amano il calcio e più vicini al mondo delle tifoserie non hanno dubbi: sono tutti schierati a favore dell’allenatore.

Pare che il calciatore dal nome impronunciabile avesse apostrofato malamente l’allenatore, sul web sono nate vere e proprie leggende su cosa avrebbe detto il serbo, frasi apparentemente davvero troppo lunghe per essere vere su un figlio handicappato (che a quanto pare Delio Rossi nemmeno avrebbe) o sull’immancabile mamma che a toccarla, lo sanno tutti, si rischia la morte. La mamma, nella scala degli insulti è in cima a qualsiasi classifica, segue con poco scarto anche la sorella (ricordare la testata di Zidane a Materazzi). 

Si, L’allenatore c’è, esiste, proprio per dirti cosa fare o non fare, decidere se devi o non devi giocare e per questa figura si esige rispetto almeno se non proprio simbiosi, tanto più che generalmente si tratta di una persona più anziana ed esperta di te.

Ma proprio perché dall’altra parte c’è un ragazzino, poco più che ventenne, forse è il caso di non dare peso a quello che dice, di non metterti al suo livello.

Infatti Rossi pagherà per il suo gesto, ha sbagliato.

La solidarietà che gli arriva però significa qualcosa di più, qualcosa che va oltre il personale e la vicenda particolare, si tratta di un’insofferenza ormai manifesta verso un mondo, quello del calcio, sporcato da gente senza scrupoli che non sente appartenenza alla squadra, al gioco, a niente se non al denaro. “Ragazzini viziati” dicono i tifosi, “mercenari” li chiamano le curve che non hanno rispetto, che non danno amore, che non corrispondono quel sentimento forte che ci si aspetta da chi veste i colori di una maglia…

 

Solo per un attimo
maggio 3, 2012

Con gli occhi pieni di lacrime chini il capo sulle ginocchia e così, rannicchiato, senti l’odore dei tuoi vestiti, il profumo di bucato, poi quello dei tuoi capelli e in fine quello della tua pelle. Ti metti a ricordare qualcosa di bello e lontano e per un attimo dimentichi perché stai piangendo.

Solo per un attimo.

GO VEGAN!
maggio 3, 2012

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Blog, è un po’ che non ci vediamo.

Sono successe moltissime cose negli ultimi tempi e forse in questo articolo, in qualche modo, parlerò di tutto.

Principalmente però, blog, è successo che da vegetariana sono diventata vegana. In pratica non mangio più nessun tipo di derivato animale, quindi non solo carne e pesce ma anche uova e latticini.

Si, questo comporta una grande quantità di rinunce ma ne vale la pena.

Nella mia vita ho la sensazione di avere il controllo su ben poche cose, almeno su quello che mangio, quindi su chi e come debba soffrire qualcun altro perché io mangi una fetta di torta, beh, su quello voglio averlo il controllo e deve essere tutto molto chiaro.

Sapevo che la produzione industriale di latte non fosse una passeggiata per i capi di bestiame, ma piano piano mi sono resa conto che in un bicchiere di latte c’è tanta sofferenza e morte quanta ce n’è in una bistecca e così ho preso la mia decisione.

Non è un brutto periodo per essere vegani. Alla conad vicino casa mia vendono tofu al naturale, seitan alla piastra e una discreta varietà di burger di soia. Oltre tutto mangiare fagioli, ceci, lenticchie, a anche noci e semi una volta al giorno provvederebbe già di per se ad un normale apporto proteico nella mia dieta.

Il latte di soia fa il resto, generalmente si tratta di latte addizionato con calcio e le vitamine del gruppo B, soprattutto la B12 che è l’unica che nella dieta vegana viene a mancare del tutto.

C’è quindi ogni nutritivo necessario alla sopravvivenza e al benessere tra gli scafali del supermercato, non c’è da avere paura e nemmeno da sentirsi degli eroi.

Un altro aspetto positivo dell’aver cambiato modo di alimentarmi è l’attenzione che finalmente impiego nel farlo. Prima, persa nell’omologazione consumistica, il primo pensiero andando a fare la spesa era il gusto, ora è trovare cose sane, buone per la salute, il primo pensiero è l’armonia.

Non mi sono mai sentita più pulita di così, ho perso peso e ho guadagnato energia e poi ho la sensazione di cucinare meglio. Cerco l’olio extravergine migliore per condire, faccio uso di spezie come curry, dragoncello, timo, quindi ho meno bisogno del sale, sono soddisfatta perché so che nessuno sta soffrendo a causa mia. Almeno non quando mi metto a tavola… per il resto non so.

Beh, avevo detto che forse avrei parlato di tutto ma non ne ho troppa voglia. Credo sia normale voler allontanare i brutti pensieri e concentrarsi sulle cose migliori che ci capitano.

Ecco, in quello che proprio non posso che definire un brutto periodo, la presa di coscienza vegana è un qualcosa che vedo e sento come estremamente positivo per me.

Si, mi sento anche coraggiosa perché non vivo in un contesto in cui una scelta alimentare simile è normale o incoraggiata, io non conosco praticamente nessuno che abbia rinunciato alla carne e al pesce, figurarsi se conosco un vegano. Vivo ad Arce e qui credo di essere l’unica ad aver fatto questo tipo di scelta.

Ma è bello sentirsi unici quando si sa di avere ragione.