Archive for aprile 2013

bimbaminkia
aprile 30, 2013

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queste foto da bimbaminkia le ho scattate ieri, una prima di una camminata di due ore e l’altra dopo ma non ricordo più quale sia quella scattata prima e quella dopo.

Comunque ieri ho camminato tanto: con Federica ed Eleonora di mattina (per 2 ore appunto), poi nel pomeriggio quando sono andata e tornata dal comune a piedi e poi in palestra ho fatto step.

Oggi sono stanca, ma stanca nel cuore proprio.

Mi sono alzata e la prima cosa che ho visto è stata il cane che mi masticava una scarpa, poi ho visto il cielo grigio, poi mi sono diretta verso il cesso con una certa speranza di sollievo.

Rivelazioni
aprile 29, 2013

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Rivelazione è il termine col quale si indica la manifestazione divina. Una presenza che c’è, ma che resta invisibile e che all’improvviso, per diverse ragioni, possiamo finalmente vedere.

Se siamo abbastanza fortunati e se non smettiamo di aspettarcelo, tutti noi potremo avere la sensazione, più volte, di essere stati testimoni di una rivelazione.

No, non ho mai visto Dio, non mi ha mai parlato e ad oggi non so ancora definire la mia fede ma posso dire che ogni volta che, vivendo giorno per giorno, ho scoperto di avere una ragione per vivere e amare la vita o mi sono sentita fiera per le mie azioni, mi sono sentita illuminata.

Smettere di mangiare esseri viventi, essere consapevole di agire in favore dei più deboli, sapere di contribuire alla riduzione del dolore, dell’inquinamento, aver capito di poter risalire la corrente nonostante tutto e tutti è stato così: illuminante.

Se un Dio esiste e se esulta e sorride ogni volta che agiamo con amore, Dio mi da una pacca sulla spalla ogni volta che scelgo di non essere egoista, ogni volta che decido, consapevolmente, di fare o non fare.

Io ho una rivelazione ogni volta che ascolto le mie intenzioni, i miei desideri, il mio istinto e prendo una decisione.

La rivelazione avviene quando agiamo con armonia interiore, quando all’improvviso apriamo l’anima e vediamo tutto ciò che c’è, che c’è sempre stato ma che lasciamo al buio per la maggior parte del tempo. In sostanza, credo, ma questa è una mia piccola convinzione, che Dio sia dentro di noi, che abiti nella nostra cantina polverosa e che ami tutte quelle volte che gli apriamo le finestre per prendere aria.

 

 

leggerezza
aprile 29, 2013

finestrino

A volte, lo so, sono troppo insistente e magari inopportuna.

Come ieri sera a cena quando mia cugina, incinta all’ultimo mese di gravidanza si ingozzava di gelato ed io le ricordavo che quel latte, usato per il suo gelato, era destinato a un cucciolo e che avrebbe dovuto immaginare se stessa privata di sua figlia subito dopo il parto.

Lei ha continuato a mangiare e ha fatto anche il bis, quindi immagino di non essere stata poi troppo cruenta e nemmeno tanto convincente.

Ho capito comunque che non è con le tiritere che si ottengono risultati ma con indizi, discreti, lasciati in giro in maniera quasi distratta.

Bisogna lasciare che le persone scoprano da sole quanto qualcosa sia vero e importante, bisogna che si prendano del tempo per capire, per ragionarci e per decidere che devono andare in una direzione piuttosto che in un’altra.

Se hai vissuto sempre al buio e  un giorno ti raccontano il sole, tu non solo non riuscirai ad immaginartelo ma non crederai nemmeno che esista… (ho già parlato qui  del Mito della Caverna) e do per scontato che il sole sia una splendida metafora dell’essere vegan :)

Così non resta che sorridere e vivere bene e applicare ad ogni cosa, comprese quelle molto importanti, una regola di leggerezza e di luminosità.

 

mare
aprile 26, 2013

ieri ero al mare

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una giornata di fine aprile che sembrava una giornata di fine luglio. E tutto quel bel sole, quel rumore stupendo che sa fare il mare solo per invogliarti a perderti nei pensieri più lievi e poi dormire, tutto quello splendore l’ho trattenuto il più possibile.

 

Liberazioni, libere azioni
aprile 25, 2013

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Buongiorno cari lettori!

Oggi è il 25 aprile, una data epica per L’Italia, ma è ormai una ricorrenza nella quale da sempre in TV e sui giornali tocca sentire e leggere i soliti botta e risposta tra nostalgici di fazioni contrapposte ed i neofiti che auspicano nuove rivoluzioni.

Nel nostro piccolo, che poi tanto piccolo non è, noi vegani sappiamo di essere artefici di una rivoluzione che parte dal personale e si riflette sulla società.

Siamo soldati di pace nella guerra quotidiana dei consumi e, a nostro modo, “liberiamo” gli altri (o ci proviamo) da tutte quelle idee preconfezionate con cui convivono da tutta la vita.

Non è detto che li convinciamo a diventare vegani ma se non altro mostriamo loro che è possibile, salutare e utile.

Questo è un periodo delicatissimo per il nostro Paese, ma lo è altrettanto per il resto del mondo, serve una svolta che rimetta al centro dell’attenzione il problema della sostenibilità ambientale, del consumo consapevole e del rispetto. Persone che si impegnano in questo senso, scegliendo cosa acquistare e cosa no ogni giorno, sono persone che fanno politica attivamente, consapevolmente o no.

E comunque oggi, come ogni anno, penso a ciò di cui vorrei liberarmi. Per quanto mi riguarda vorrei lasciare sulla strada qualche paura di troppo, liberarmi di qualche senso di colpa, sbarazzarmi, ogni tanto, dei miei freni inibitori.

Non chiederò a voi di cosa vogliate liberarvi a meno che non sentiate l’esigenza di parlarne spontaneamente… Ho imparato che non bisogna mai chiedere a nessuno di cosa voglia liberarsi, la risposta potrebbe essere “di te” :)

 

no make-up
aprile 24, 2013

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E’ un periodo di grande confusione. Informazioni di ogni tipo viaggiano in tempo reale. Viaggiano ad un tempo ancora più veloce di quello che ci vuole ad assimilarle, anzi, ancor prima che le cose accadano c’è chi le prevede, le anticipa, le analizza. Resta in me la certezza di non sapere, di non capire. Lo sconforto di aver smarrito qualsiasi accenno di identità ideologica, di non appartenere a nessuna comunità, di non essere che una foglia al vento. La sensazione di camminare per una strada che sembra deserta in cui si vedono, dietro i vetri delle finestre chiuse, volti scrutatori pieni di biasimo. Io provo un senso di solitudine quasi perenne, che alimento nei modi più disparati perché la solitudine sa essere un’ottima compagna. Mi consola leggere delle belle storie, contemplare il linguaggio delle opere d’arte, imparare cose nuove, catturare momenti e forme nelle foto, esercitare il corpo, interrogarmi sulla vera essenza delle cose e dei rapporti umani e qualche volta rispondermi. Rimpiango una vita che non mi è mai stato dato di avere ma che immagino in atto in un universo parallelo in cui non cammino mai per una strada deserta e nessuno mi guarda da dietro le imposte chiuse scuotendo la testa. Scatto foto in continuazione: cancelli, staccionate, palazzi, scale e persone sconosciute, di nascosto. Poi mi siedo in un angolo (credo che la natura abbia creato gli angoli solo per me) e le scorro tutte, riguardo le crepe nei muri e nelle facce che ho scovato per la strada cercando qualcosa che mi parli di me, che mi riveli qualcosa che non so ma che mi faccia stare bene. E questo è quanto. E per tutte le domande che ti fai, le risposte dovrai trovarle sempre e solo tu.