animalismi o altruismi

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Ogni volta che mi definiscono “animalista” provo disappunto perché la definizione non è sbagliata ma mi sembra comunque riduttiva e poi non credo nelle cornici se non intorno ai quadri. Le persone non sono quadri, sono esseri in continua evoluzione, non vanno contemplate, vanno considerate.

La mia è una inclinazione altruista che è volta alla difesa dei più deboli: gli animali  quindi, ma anche i minori e la mano d’opera umana sfruttata da alcune multinazionali che producono cibo o vestiario.

Non ha senso essere animalisti se non si pensa anche al benessere dei propri simili, certo è possibile e qualcuno che (con qualche ragione) dice di amare più gli animali che gli umani, sposa questo modo di vedere le cose. Per me però si tratta di un comportamento basato su un’etica parziale e quindi fondamentalmente ingiusta.

Io non mi definisco animalista,  mi limito a definirmi vegan perché rifiuto l’uccisione e lo sfruttamento degli animali ma il mio sforzo etico non si limita alla sfera animale, anche se è la meno tutelata,  cerco anche  di non nutrire un mercato che non tiene conto di certi standard e che non rispetta la vita umana.

Per vivere così bisogna tenersi informati e non cedere alle lusinghe della pubblicità che è quasi sempre ingannevole.

Sicuramente è molto faticoso ma dovremmo ogni giorno, più volte al giorno, ripetere un mantra che dica più o meno “devo pensare con la mia testa” se davvero vogliamo sforzarci di vivere in armonia ed essere quel famoso cambiamento che vogliamo vedere nel mondo.

Ogni volta che sento questa definizione: “animalista” ci sento un retrogusto dispregiativo, così come lo avverto nella definizione di “femminista” per esempio.

Come per le femministe, anche gli animalisti li immagino – agli occhi di chi li definisce tali – persone limitate che non vivono per altro che per la loro causa e tendenzialmente estremiste, radicali, in certi casi ottuse.

Beh, qui si sta cercando di cambiare le cose, così come è toccato in passato alle femministe per la conquista dei diritti delle donne. La maggior parte delle cose che oggi diamo per scontate sulle donne o sulle persone di colore, in un i definito “ieri” sembravano impensabili… Ecco, io mi auguro che in un i definito quanto vicino “domani” il modo di percepire la vita degli animali possa essere cambiato sostanzialmente, almeno tanto da contemplare l’introduzione di un concetto per ora sconosciuto nella considerazione dei soggetti non umani: il rispetto.

 

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Una Risposta

  1. Io non sono animalista, ma amo gli animali anche se di alcuni ho paura.
    Bisogna tutelare gli esseri umani.. tutti.
    Luna

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