mare

aprile 26, 2013 - Leave a Response

ieri ero al mare

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una giornata di fine aprile che sembrava una giornata di fine luglio. E tutto quel bel sole, quel rumore stupendo che sa fare il mare solo per invogliarti a perderti nei pensieri più lievi e poi dormire, tutto quello splendore l’ho trattenuto il più possibile.

 

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Liberazioni, libere azioni

aprile 25, 2013 - Leave a Response

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Buongiorno cari lettori!

Oggi è il 25 aprile, una data epica per L’Italia, ma è ormai una ricorrenza nella quale da sempre in TV e sui giornali tocca sentire e leggere i soliti botta e risposta tra nostalgici di fazioni contrapposte ed i neofiti che auspicano nuove rivoluzioni.

Nel nostro piccolo, che poi tanto piccolo non è, noi vegani sappiamo di essere artefici di una rivoluzione che parte dal personale e si riflette sulla società.

Siamo soldati di pace nella guerra quotidiana dei consumi e, a nostro modo, “liberiamo” gli altri (o ci proviamo) da tutte quelle idee preconfezionate con cui convivono da tutta la vita.

Non è detto che li convinciamo a diventare vegani ma se non altro mostriamo loro che è possibile, salutare e utile.

Questo è un periodo delicatissimo per il nostro Paese, ma lo è altrettanto per il resto del mondo, serve una svolta che rimetta al centro dell’attenzione il problema della sostenibilità ambientale, del consumo consapevole e del rispetto. Persone che si impegnano in questo senso, scegliendo cosa acquistare e cosa no ogni giorno, sono persone che fanno politica attivamente, consapevolmente o no.

E comunque oggi, come ogni anno, penso a ciò di cui vorrei liberarmi. Per quanto mi riguarda vorrei lasciare sulla strada qualche paura di troppo, liberarmi di qualche senso di colpa, sbarazzarmi, ogni tanto, dei miei freni inibitori.

Non chiederò a voi di cosa vogliate liberarvi a meno che non sentiate l’esigenza di parlarne spontaneamente… Ho imparato che non bisogna mai chiedere a nessuno di cosa voglia liberarsi, la risposta potrebbe essere “di te” :)

 

no make-up

aprile 24, 2013 - Leave a Response

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E’ un periodo di grande confusione. Informazioni di ogni tipo viaggiano in tempo reale. Viaggiano ad un tempo ancora più veloce di quello che ci vuole ad assimilarle, anzi, ancor prima che le cose accadano c’è chi le prevede, le anticipa, le analizza. Resta in me la certezza di non sapere, di non capire. Lo sconforto di aver smarrito qualsiasi accenno di identità ideologica, di non appartenere a nessuna comunità, di non essere che una foglia al vento. La sensazione di camminare per una strada che sembra deserta in cui si vedono, dietro i vetri delle finestre chiuse, volti scrutatori pieni di biasimo. Io provo un senso di solitudine quasi perenne, che alimento nei modi più disparati perché la solitudine sa essere un’ottima compagna. Mi consola leggere delle belle storie, contemplare il linguaggio delle opere d’arte, imparare cose nuove, catturare momenti e forme nelle foto, esercitare il corpo, interrogarmi sulla vera essenza delle cose e dei rapporti umani e qualche volta rispondermi. Rimpiango una vita che non mi è mai stato dato di avere ma che immagino in atto in un universo parallelo in cui non cammino mai per una strada deserta e nessuno mi guarda da dietro le imposte chiuse scuotendo la testa. Scatto foto in continuazione: cancelli, staccionate, palazzi, scale e persone sconosciute, di nascosto. Poi mi siedo in un angolo (credo che la natura abbia creato gli angoli solo per me) e le scorro tutte, riguardo le crepe nei muri e nelle facce che ho scovato per la strada cercando qualcosa che mi parli di me, che mi riveli qualcosa che non so ma che mi faccia stare bene. E questo è quanto. E per tutte le domande che ti fai, le risposte dovrai trovarle sempre e solo tu.

 

 

Piazza del Popolo oggi

marzo 23, 2013 - Leave a Response

PDL in Piazza.

Sono davvero tanti. Non hanno nemmeno dovuto pagare i biglietti di metro e pullman.

Comunque sono tanti, oh. E’ innegabile

Sintomo della fine dell’era della protesta partecipata. Sintomo che si può discutere per ore anche di nulla. Sintomo che la politica del popolo non esiste, esistono i poteri forti e poi c’è il tifo.

Sono vegana e sto bene (così)

marzo 15, 2013 - Leave a Response

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E… Se ci scrivessi un libro? Mi sa che mi tocca

Quindi lasciatemi in pace. Grazie.

marzo 11, 2013 - 3 Risposte

Io? 

Sono quella buona, quella che non si arrabbia mai, sorride, interviene solo per mettere pace… poi dimentica, ci passa su.

Che brava persona.

Ma perché essere sempre così? Perché esserlo quando essere così non va bene per me?

E’ normale che io tenga a e stessa, e  allora, perché non mi difendo una volta attaccata?

E’ quello che ho pensato ieri e mi sono difesa.

Niente risatine compiacenti, niente rospi ricacciati in gola. Ho detto basta.

Cosa è successo:

Sono vegana da quasi un anno. Ho impiegato questo lasso di tempo a cercare di capire in che modo alimentarmi, a come non farmi mancare nessun nutriente, ad ascoltare il mio corpo, a sostenere con me stessa la mia convinzione.

Non ho mai voluto insegnare a nessuno perché io stessa stavo imparando.

Ho solo spiegato i miei perché a chi me li ha chiesti.

Ho registrato due tipi di reazioni davanti alla mia scelta: c’è chi la accetta e ogni tanto, magari, mi chiede spiegazioni di vario genere, per capire meglio o anche per capire quanto sono convinta e chi invece non accetta e cerca di spingermi in un angolo, deridendomi, ostentando la propria non scelta, cercando di affermare con protervia il proprio dissenso da ciò che ho scelto io.

Applico pazienza ma ieri non ce l’ho fatta e ho reagito. Ho avuto una discussione con una delle persone appartenenti alla seconda categoria e la discussione è finita con una rottura. 

Non posso dire che non mi dispiaccia ma allo stesso tempo devo dire che sono sollevata. Ho messo le cose in chiaro per il futuro: Brigida è come tutti gli altri, non puoi pungolarla all’infinito, non puoi farle quello che vuoi, lei reagisce e ora lo sai.

Io non faccio parte di una setta, non ho sposato una religione, io porto avanti le mie convinzioni etiche che sarebbero enormemente più condivise se non rimanesse radicata nella società la (assurda) convinzione che consumare carne e derivati animali sia necessario.

Quindi lasciatemi in pace. Grazie.

 

I segni del tempo sulla pelle

marzo 10, 2013 - Leave a Response

Perché comunque gli anni si posano sul nostro corpo, il tempo ha un suo peso specifico che lascia segni della sua presenza su di noi. Le rughe hanno una funzione, come tutto in natura.
Questi segni ci permettono di decifrare la storia della gente, a che punto si trova nel suo viaggio, che percorso ha fatto, quante salite si è lasciato dietro.
I tatuaggi sono ciò che noi decidiamo di comunicare sulla nostra personale. Sono la leggenda, gli appunti di viaggio, un codice per accedere a ciò che è stato e al nostro cuore.

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e alla fine l’ho fatto e ho fatto bene. Dopo il cammino di Santiago, eccomi a scrivere questa storia sulla pelle. Lì dove ho sofferto, quel piede trascinato per chilometri, tra le pietre e sull’asfalto. Ecco il simbolo, per sempre.

L’otto marzo

marzo 8, 2013 - Leave a Response

Anche se lui non c’è più da molti anni, se chiudo gli occhi ancora vedo mio nonno entrare dalla porta della nostra vecchia casa, l’otto marzo, con un enorme mazzo di mimose e primule per mia nonna, per mia madre e per me. Potrei non amare questo giorno? Auguri a noi donne e… grazie nonno.. per sempre.

vivi e lascia vivere

marzo 6, 2013 - Leave a Response

margherita“Vivi e lascia vivere” non equivale a dover pensare solo ai fatti propri, a rinunciare a capire, a lasciarsi scorrere lontano da tutti, a non sentire il flusso degli altri e a non amare. Significa, al contrario, guardare e rispettare nell’altro quelle esigenze e particolarità, quei limiti o quelle che ai nostri occhi appaiono come imperfezioni, più o meno irrinunciabili quanto le proprie. Cercare di predominare, andare alla conquista di tutti gli spazi, rimpiazzare le idee altrui con le proprie, i gusti altrui con i propri, le esigenze altrui con le proprie (o cercare di farlo) è quanto di più lontano esista dell’amore. Amare è difficile perché bisogna essere talmente sicuri e consapevoli dei propri limiti da riuscire a sopportare la consapevolezza di quelli altrui, accettarli, rispettarli e – addirittura – preservarli. “Vivi e lascia vivere” è l’unica formula che consenta di amare… e di essere amati.

Ecco, passare dalla teoria alla pratica richiede tempo e un fegato sano, oltre a una buona dose di fortuna che ti consenta di incontrare qualcuno che la pensi allo stesso modo o che, come te, arrivi a pensarla così prima o poi.

Non è esattamente ciò che capita a me… almeno non sempre. Forse ci vuole ancora un po’ di tempo e dovrò contare ancora sul mio fegato.

meglio ad occhi aperti

marzo 5, 2013 - Leave a Response

Devo proprio scrivere.

Stanotte ho sognato tanto e ogni storia che vivevo era un incubo. Marco mi tradiva, io lo insultavo, insultavo l’altra, mi disperavo e mi svegliavo arrabbiata, triste e vagamente convinta delle proprietà divinatorie di un sogno così dettagliato.

Poi camminavo e camminando mi facevo male. Mi svegliavo irritata, dolorante e ancora angosciata dal sogno di prima.

Poi arrivavano i ladri, con me in casa, che cercavo di nascondermi e/o scappare. Poi mi svegliavo impaurita, ammaccata e ancora smarrita a causa del primo sogno che, se me lo ricordo, ancora mi fa male come fosse stato tutto vero.

Aiuto.

Urge qualche cambiamento, qualche buona notizia, una sorpresa.

Quell’aiutino dal cielo che non si nega a nessuno.