Sono soddisfazioni
giugno 12, 2013

Immagine

Bene, mia cugina ha partorito una bambina bellissima e va tutto alla grande. Si pone adesso tutte quelle domande che ogni mamma responsabile si porrebbe se non pensasse di potersela cavare con i rimedi della nonna e tutte quelle convinzioni che stanno a metà tra tradizione e leggenda.

“La birra fa latte”, le hanno detto, e così per tutta la prima settimana è andata avanti a (almeno) tre bicchieri al giorno… poi è andata dal pediatra che giustamente le ha detto che l’alcol è off limits.

Il pediatra a cui ha scelto di affidarsi (ed è bene specificare che non lo conosceva affatto) mi ha dato una bella soddisfazione infrangendo tutte quelle vecchie superstizioni e dandole consigli che, da vegana, non ho potuto che accogliere con sorpresa e gioia.

Insieme a pomodori, pesche e fragole, banditi anche uova e latticini e carne e pesce non più di una volta a settimana, tutto questo per evitare future allergie alla bimba. I suoceri non si rassegnano… ma li capisco. Nel loro mondo “carne” significa energia, se togli anche formaggio e uova dove le prendi le proteine? Come si può allattare senza “energia”? 

Invece per il pediatra, come vado ripetendo io da molto, l’energia che proviene dalla carne e dai derivati animali non solo non è necessaria, ma (almeno nel caso dell’allattamento) è addirittura dannosa.

Ed è abbastanza illuminante il fatto che in un momento così delicato, in cui alla mamma si richiede davvero un grande dispendio di forze, in cui la mamma non deve nutrire solo se stessa ma attraverso se stessa produrre nutrimento per un altro essere umano in formazione, si raccomandi una dieta praticamente vegana.

Allora, mi pongo una domanda evidentemente retorica: Se vale durante una fase delicata come quella dell’allattamento, può valere anche per il resto della vita… se fa bene durante l’allattamento, andrà bene anche dopo… 

 

Annunci