vivi e lascia vivere
marzo 6, 2013

margherita“Vivi e lascia vivere” non equivale a dover pensare solo ai fatti propri, a rinunciare a capire, a lasciarsi scorrere lontano da tutti, a non sentire il flusso degli altri e a non amare. Significa, al contrario, guardare e rispettare nell’altro quelle esigenze e particolarità, quei limiti o quelle che ai nostri occhi appaiono come imperfezioni, più o meno irrinunciabili quanto le proprie. Cercare di predominare, andare alla conquista di tutti gli spazi, rimpiazzare le idee altrui con le proprie, i gusti altrui con i propri, le esigenze altrui con le proprie (o cercare di farlo) è quanto di più lontano esista dell’amore. Amare è difficile perché bisogna essere talmente sicuri e consapevoli dei propri limiti da riuscire a sopportare la consapevolezza di quelli altrui, accettarli, rispettarli e – addirittura – preservarli. “Vivi e lascia vivere” è l’unica formula che consenta di amare… e di essere amati.

Ecco, passare dalla teoria alla pratica richiede tempo e un fegato sano, oltre a una buona dose di fortuna che ti consenta di incontrare qualcuno che la pensi allo stesso modo o che, come te, arrivi a pensarla così prima o poi.

Non è esattamente ciò che capita a me… almeno non sempre. Forse ci vuole ancora un po’ di tempo e dovrò contare ancora sul mio fegato.

Annunci

Gli aforismi di Brigida
febbraio 19, 2013

20130219-134011.jpg

La vespa, l’amore è un affare
ottobre 9, 2011

 

Allora, ci ho rimuginato per giorni e alla fine ho pensato che non fosse così grave improvvisarmi nei panni di una fantomatica esperta di affari di cuore.

L’altro giorno ero in treno ed ero stanca morta, come al solito avevo intenzione di leggere qualche pagina di un libro e poi di dormire fino a Colleferro (o magari di più, mai mettere limiti alla provvidenza!) però inaspettatamente le cose sono andate in un altro modo.Mi ero seduta, trafelata e distratta, davanti a un ragazzo e una ragazza che a prima vista non credevo si conoscessero nemmeno ma che dopo un po’ hanno cominciato a scambiarsi battute acide.

Non scendo nel dettaglio ma lei ci andava giù pesante e lui subiva.L’amore ha un linguaggio tutto suo che spesso è un linguaggio inverso in cui i silenzi parlano e le urla non dicono niente.

In questo caso la nostra ragazza era la più debole nella coppia perché il padre di ogni cliché è che la migliore difesa è l’attacco.

Lui era ben piantato con il busto quadrato e rilassato, lei ossuta, le spalle leggermente a spiovente. Lui più bello e interessante di lei, lei immatura e insicura.

Non dureranno.

Non dureranno perché lui sorrideva troppo, non dureranno perché lui messaggiava compulsivamente con qualcuno mentre lei sbuffava, non dureranno perché lei aveva le hogan e lui un paio di adidas vecchie di 10 anni.

Non dureranno perché lo dico io… che modestamente ci indovino quasi sempre.

una strana domenica di guerra e pace
maggio 22, 2011

Caro blog, oggi ti scrivo dal mio giardino. Sono seduta sul gradino del portico e qui, accanto a me c’è una gatta, mamma da un giorno, che accudisce i suoi quattro figli fidandosi solo dell’istinto e un po’ di me.

Li aveva partoriti sul divanetto di finto banano e poi – chissà come – un paio erano caduti e un’altra era finita sul prato senza che lei sembrasse sapere cosa fare, così li ho raccolti e li ho radunati accanto a lei. Ancora una volta le è capitato di perderli mentre li spostava dentro un vaso, così l’ho aiutata ancora, forzandola a raggiungere i piccoli e a stare con loro e dopo qualche prova e qualche incertezza tutto è andato a posto.

Ora è qui che socchiude gli occhi e fa le fusa, lecca i piccoli e allunga una zampina verso di me accarezzandomi la mano, strofinando il muso sul mio ginocchio.

Se non fossi arrivata al momento giusto o se solo avessi pensato che la natura dovesse fare il suo corso ora quei gatti sarebbero morti e tutto quell’amore sarebbe andato sprecato.

Forse è proprio questo il senso; La natura fa il suo corso quando non si impedisce all’amore di nascere e crescere, quando si fa tutto per cercare di preservarlo, tutto il resto è un’opposizione malvagia al giusto corso delle cose che se non sfociano nell’amore si riverseranno nel suo opposto, generando dolore.

Ah, non lo so blog, sto qui a bearmi di questa visione così pura mentre qualche ora fa in questa casa, in questo giardino che non è mai stato così bello, due persone si sono dichiarate odio reciproco. Io non lo volevo, non era necessario, non era giusto e qualcosa mi convince che non fosse il giusto corso delle cose, ma che fosse però quell’inevitabile sfociare nel dolore dopo che qualcuno non aveva voluto preservare l’amore che c’era da qualche parte, altrove, in un altro tempo.

Sto forse parlando di Karma? E allora forse sto parlando troppo.

Ora dovrò cercare una soluzione perché ho troppo vicino a me la dimostrazione che provarci vale la pena.

relativismo
ottobre 22, 2010

Sono tante le questioni sulle quali non ho un’opinione, sulle quali non so prendere una posizione netta, talmente tante che quando ci penso vacillano improvvisamente quasi tutte le convinzioni che ho nella presa d’atto che, sfortunatamente, la maggior parte delle cose che accadono si portano dentro il gene della soggettività.

E’un po’ quello che vale  per il profilo della gente: destra e sinistra non sono mai identiche e vengono lette in maniera diversa da ogni occhio che le guarda. Ecco… invece il mondo necessita sovente di una lettura univoca o quanto meno maggioritaria delle cose, ma io gradisco troppo i punti di vista contrastanti, mi affascinano e stimo sinceramente chi, in una conversazione ha l’ostinazione necessaria per portarli avanti.

Mi sono chiesta se non fosse a causa di mancanza di carattere, il che è possibile, ma poi ho ipotizzato una seconda spiegazione : Forse sono tollerante. E so che ciò che oggi è vero, domani potrebbe non esserlo più, questa è una delle rare verità incontrovertibili che riconosco come tale. In virtù di questo assioma, sono poche, davvero poche le cose per cui valga la pena tenere il punto.

L’amore poi è quanto di più labile esista, talmente privo di basi oggettive, talmente vacuo e monco di solidi appoggi, talmente vuoto di verità da essere forse, a questo punto, qualcosa per cui lottare a prescindere, nel puro interesse dei nostri bisogni imminenti… come la fame.

Di fame si muore e di amore, che che se ne dica… pure

Ovvio no?
febbraio 16, 2009

Che palle.

Sanremo, tutto attaccato come cocacola o acchiappafantasmi.

Insomma ci sarà una canzone di Povia… silenzio… ancora silenzio… bene ora facciamo “ohhhhhhhhh” 

ci sarà una canzone di Povia e tutti facciamo ohh tranne l’arcigay.

ok, ok, quello dell’omosessualità è un argomento delicato ma con tutta la buona volontà, che l’arcigay debba dare la sua approvazione ad ogni sacrosanto testo che ne parli, sinceramente “a me, m pare na strunzata” come diceva qualcuno.

Tra l’altro che l’arcigay si pronunci per parlare di stereotipi e ovvietà, mi pare na strunzata doppia.

Quante volte ascoltando una canzone d’amore abbiamo pensato che si trattasse di retorica allo stato puro, di stereotipi, di ovvietà?

Noi che professiamo l’amore etero non ce l’abbiamo un arci qualcosa che tuteli l’unicità, la magia, l’originalità artistica dei nostri sentimenti e pure se ci fosse… sarebbe na strunzata.