cut
aprile 1, 2009

Metterei la mano sopra al fuoco, mi inciderei un solco sul palmo della mano con la mia penna a sfera nuova di zecca.

Mi taglierei, mi morderei, urlerei, piangerei ancora un po’.

Quel dolore che ti fai quando gli aghi del tatuatore entrano nella pelle e che ti costringe a pensare a come respiri, che ti costringe a regolare il battito del cuore, che ti costringe a parlare di qualcosa, qualunque cosa, come fosse ossigeno pompato nelle vene; a quel dolore ci si può assuefare perché ti comunica che la tua croce quotidiana è lì e che ne sei padrone cosciente e consapevole.

Per ogni volta che ho sbagliato tutto, per ogni volta che quello che dovevo fare l’ho fatto male, per ogni volta che è stata colpa mia, oggi, adesso… mi farei male.

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