Home of the brave
maggio 30, 2008

120 morti a settimana, tante sono quelle che si contano tra le fila degli ex militari USA.
I soldati impegnati nella guerra del terrore, il terrore se lo portano a casa e se lo tengono addosso come un tatuaggio da reduci che dopo un po’ comincia ad emanare il suo veleno letale nel sangue.

Sono tutti “nati il 4 luglio” questi soldati, hanno combattuto per il loro paese, ma quando tornano nel loro paese non lo riconoscono più, non ci sanno più vivere e dal loro paese, forse, non si sentono nemmeno amati abbastanza.

Per la maggior parte si tratta di ragazzi tra i venti ed i ventiquattro anni.

Tutto questo mentre un aereo sorvola una zona non meglio identificata tra il brasile ed il perù, in piena foresta amazzonica. Sotto l’aereo, che deve fare un gran rumore a bassa quota com’è, tre o quattro capanne e un gruppetto di uomini tinti di rosso  che tende l’arco e scocca frecce contro il nemico.

Hanno ragione loro, siamo il nemico.

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