Ci vorrebbe la neve
novembre 18, 2011

Ciao, Oggi sono veramente stanca. Scrivo mezza sdraiata sul letto, con i vestiti del lavoro addosso, un vago freddolino al quale rimedio mettendo le punte dei piedi sotto al piumone.

Non e’ finita. Ho ancora la palestra e ci devo proprio andare se non altro perché l’ho pagata. E poi ho la riunione del PD che mi fa pensare a quanto sarebbe bello fare parte di un partito di cui si e’ ragionevolmente fieri piuttosto che razionalmente disincantati come oggi, come me.

Ho fatto un bel giro per negozi, le prime vetrine natalizie mi fanno sempre lo stesso effetto da quando avevo 4 anni: un groppo in gola, un sorriso interiore, una canzoncina nella testa… un rimbambimento adorabile che vorrei non finisse mai e che per ragioni consumistiche comincia sempre prima, ma ben venga.

E adesso ci vorrebbe la neve, per convincermi a stare a casa, a infilarmi nel letto sana sana e ad addormentarmi sognando qualcosa di bello, di magico, di mio.

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le pecore del mio presepe sono morte
dicembre 26, 2010

Natale è già passato, questa è la verità… Tutta la frenesia, il fuggi fuggi generale, i sogni e le illusioni, persino le riflessioni e i regali, i pensierini, i bigliettini, i brillantini, gli addobbi, il nonsochè, le luci, le messe, la neve che non c’è mai, il presepe, l’albero, le renne, i cenoni e i pranzi,le tombolate e gli scoponi, insomma tutto questo per 24 misere ore in cui è ufficialmente Natale. Oggi le pecore del mio presepe sono morte, è tutto finito, persino la roba da mangiare e da bere. Non c’è più niente. Ci siamo noi con le pance piene e il sorriso spento, ma almeno noi ci siamo ancora e cominciamo da subito a pensare al prossimo Natale… che tanto è un attimo