una Brigi come tante
ottobre 19, 2010

E allora? Torno a casa e leggo i giornali online, do uno sguardo a facebook e scrivo una frase che mi rappresenta e che intimamente spero che piaccia a tanti. Ho appena buttato la borsa sulla sedia, dentro ci sono un paio di libri già letti, uno finito oggi l’altro forse da una settimana ormai. Mangio cioccolata aspettando una telefonata. Ah ecco, arrivata… altra cioccolata.

Ballarò in tv: Di Pietro contro Bondi e io tra di voi, se non parlo mai… è perchè sono stanca, confusa ed evidentemente molto lontana MOLTO.

Il treno ha fatto tardi, è sempre troppo tardi e ormai corro anche quando non ce n’è bisogno, a dispetto dei miei piedi che ignorano le mie ragioni e che mi si ribellano come impianti soggetti a crisi di rigetto.

Ma hanno ragione loro, coloro che sano sempre cosa fare, cosa mangiare votare-vestire-leggere-ascoltare-lavorare-scopare-bere-montare e smontare-scendere e salire perchè sono nati con la camicia, la camicia con le iniziali cucite sulle trippe, mica camicie così…

Tossisco – adesso – tosse da tabagista che però non fuma. Ho solo voglia di recuperare il tempo perso lavorando, viaggiando su scomodi tacchi e treni dimmerda.

Vorrei considerazione, rispetto e affetto, una casa di pietra e mattoni alla fine di un sentiero bianco e un caldobagno contro il freddo di questo mese di mezzo senza caminetti e termosifoni.

Confessalo adesso, la politica grida, i conduttori sorridono.

Perchè tu vali.

Ciao.

Abbassiamo lo studio… si ciao Floris

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pane e cioccolata
aprile 15, 2010

No, non è del film con Nino Manfredi che parlo, è della mia cena, la cena approssimativa e vagamente disperata di una tipa persa nel fuso orario di due mondi opposti.

Non ho fame, non ho sonno, non ho nemmeno troppe parole per descrivere la mia andata e il mio ritorno.

Femmina una, maschio l’altro, chissà perché poi…

dualità, spericolatezze, paure.

La paura di volare che come ogni paura irrazionale porta con sé un po’ di incanto di fanciullezza, quando si temeva il buio per partito preso.

La paura dei fondali marini, pieni di pesci così ignoti, la paura di essere lontani da un mondo fondamentalmente cattivo che può approfittare della tua assenza per colpirti.

Io sono piena di paure irrazionali quindi tutte pienamente giustificabili.

Come vivo bene con la mia prudenza e come mi esalto quando la tradisco e me la cavo nonostante tutto. I coraggiosi non fanno mai abbastanza, noi pavidi viviamo avventure ogni giorno.

Chi legge si chiederà dov’è stata? Repubblica Dominicana dico io.

Un posto che si divide un’isola con Haiti, la prima terra del nuovo mondo, è lì che Colombo scoprì le patate e io non potevo non andarci.

Ancora  ci sono le perline che gli spagnoli usarono per barattare la loro invasione, si mettono tra i capelli e i turisti se le riportano a casa come un trofeo, come riscatto per non essere neri e non avere quel fisico perfetto, quel sorriso enorme e per essere consapevoli di non poter mai ballare come uno di loro.

Pepe mi ha detto che le loro mamme li ballano da piccoli. Capito? Li ballano… le mamme. Qui ci parcheggiano alla Tv e ci riempiono di attività extrascolastiche per darci un cervello superiore…. ma a pensarci bene, quanto saremo tristi, noi con i nostri cervelli ipersviluppati,  quando scopriremo che se non sappiamo ballare è colpa  delle nostre mamme?