How I met “How I Met Your Mother”
settembre 27, 2011

L’ho scoperto da poco in uno di quei rari e meravigliosi pomeriggi di ozio sul divano in cui speri di trovare un bel film e poi invece incappi in una sfilza di repliche di quelle serie televisive che però, è inutile, hanno sempre il loro fascino anche se hai visto tutti gli episodi almeno due volte.

How I Met Your Mother è una situation comedy, quindi uno show televisivo girato quasi totalmente in interno con un cast fisso più un tot di personaggi ricorrenti, andato in produzione dal 2005.

Nel 2030 due ragazzini siedono su un divano di fronte al padre, Ted Mosby, il quale comincia a raccontare la lunga storia di come ha incontrato la loro madre. I ricordi lo riportano a New York, al suo appartamento, al suo bar preferito e al suo gruppo di amici composto da Marshal, lily, Robin e Barney.

Gli equilibri sono perfetti, le dinamiche avvincenti, i personaggi tutti naif e ben strutturati. E benché il protagonista sia Ted e la sua lunga ricerca dell’amore vero, il vincitore morale è Barney Stinson, interpretato magistralmente da Neil Patrick Harris.

Barney è un play boy dall’inesauribile fantasia, disposto ad ogni sacrificio pur di primeggiare su se stesso e sulle proprie conquiste, talmente facili da dover diventare di volta in volta delle sfide alle quali aggiungere colore e follia.

Barney è uno sciupafemmine infaticabile e al contempo misterioso, di lui non si capisce mai che tipo di lavoro svolga davvero e quali e quante siano le sue vere risorse, l’unico punto imprescindibile è il suo chiodo fisso per le donne e per i completi in giacca e cravatta.

La curiosità, anche un po’ beffarda, è che Neal Patrick Harris è in realtà gay.

Ho voluto parlarne perché credo che How I Met Your Mother  meriti davvero, qualcuno sembra lo abbia definito l’erede di “Friends” ma io ci andrei piano con i paragoni.

So solo che Barney è uno dei personaggi più azzeccati e divertenti degli ultimi 15 anni di TV e non mi dispiacerebbe se il suo personaggio volasse ancora… magari con il cinema.

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E’ tanto liberatorio
agosto 29, 2011

 

Premetto che non ne so nulla, che non so il perché e il per come, che non mi interessa nemmeno – molto francamente – che non ho voglia di informarmi, che è una notizia che ho appreso distrattamente in radio e che è una di quelle cose per le quali credo sia necessario ragionare in maniere dal tutto populista e il più semplicisticamente possibile. Dello sciopero dei calciatori non me ne frega una mazza. Che si fermi il campionato per un mese, per un anno, per tutta la vita non me ne importa un fico secco. Mi dispiace per chi ci perde soldi, ma forse li poteva mettere in qualcos’altro o tenerseli sotto il materasso, mi dispiace per chi tifa ma ci sono altri sport più onesti a cui appassionarsi. Mi dispiace per i calciatori che forse si vergogneranno pure un po’ a scioperare, ma del resto è assurdo che abbiano il diritto di farlo… considerati i loro stipendi e considerato il particolare momento storico che viviamo.

E’ una di quelle storie per le quali ti viene voglia di gridare un lungo e spassionato “ma vaffanculo”  immaginando il povero cristo che fatica ad arrivare a fine mese che accende la TV per vedersi la partita la domenica (o il sabato o il mercoledì o quand’è…) e trova il suo attaccante preferito con le braccia conserte perché i suoi milioni, le ville e tutti i privilegi non gli bastano più. Eh si, ma vaffanculo.

E ripeto, non voglio saperne di più.

annozero a volontà
maggio 12, 2011

Non lo so, ho i miei gusti ma sinceramente non credo di essere un palato raffinato, di quelli che se sentono troppo sale o troppo sciapo e questo forse vale anche per la televisione, vedo un po’ tutto io, come e quando mi va.

Mentre faccio ginnastica sto con fox crime, se ho del tempo cerco un bel film su sky cinema, se voglio liberare la mente, proprio come dovrei riuscire a fare con la meditazione Yoga, guardo la De Filippi. E poi il giovedì io mi vedo annozero. Lo aspetto proprio, aspetto di vedere annozero come aspetterei se dovesse venirmi a prendere Luca Argentero per portarmi a cena.

Perché non ho un palato raffinato e perché sono faziosa, io sono tanto faziosa! Mi piace sentir parlare male di Berlusconi, mi piace quando mettono in ridicolo la Santanchè, godo quando mettono nell’angolo i colonnelli del capo e quando si dichiara apertamente che i leghisti sono esseri indegni. Mi piace da morire quando mi dicono che ho ragione ad indignarmi, ad arrabbiarmi, a non votarli e anche un po’ ad odiarli, loro e quello che rappresentano!

Mi piace sentire dire da un altro quello che penso io e andare anche un po’ oltre. Non ci voglio rinunciare e non vorrei essere una persona migliore se questo significasse non poter sentire quel po’ di conforto che sento adesso quando vedo “Michele” che ringhia trattenendosi dentro qualche “vaffa” e Travaglio che fa le sue filippiche. NO.

E oggi, Dio mio, fa che alla Santanchè venga una consistente colite…

buon appetito
ottobre 15, 2010

Perchè? Si possono davvero avere dei dubbi? Il dubbio è un momento di incertezza, quell’attimo più o meno breve, o esteso o infinito tal volte in cui non si sa cosa fare o quale strada scegliere. Ma Saviano contro il Grande Fratello non è argomento di controversia, vero?

Roberto Saviano è una giovane celebrità che ha acquisito oneri e nonori attraverso la propria intelligenza, la cultura ed il lavoro, è un giovane uomo, poco più che trentenne che ha già messo la propria vita, e intendo proprio tutta, al servizio di una causa per la quale sono morti in molti, molti giusti, ma sempre pochi.

Dall’altra parte c’è un manipolo di bellimbusti, coetanei di Saviano, che sogna la gloria pura e semplice e che spera in una vita agiata ma che segretamente si accontenterebbe volentieri anche di un’ora sola sotto i riflettori per non pagare il caffè al bar sotto casa.

Eh già… ci dicono che possiamo scegliere tra queste due opzioni. Capito che fortuna? Grande!!!

Lo guarderò il grande fratello, per vedere quale tipo di fidanzatini d’Italia ci siamo trovati stavolta, per sapere chi bacerà chi e quando e di quanti preservativi usati la stampa ci renderà nota la presenza, ma non potrenno contare su di me se non come contatto sporadico e totalmente anaffettivo nei confronti del format più sputtanato e più demeritoriamente fortunato del mondo.

Starò con Saviano qualsiasi cosa farà, fino a quando non rinnegherà la sua storia, sperando che non lo faccia mai. Starò con Saviano perchè è migliore di me e se  sopravvivere significa stare insieme ai tuoi simili, vivere significa prendere esempio.

Ecco, noi odiamo ammettere di dover prendere esempio, è per questo che uccidiamo i nostri artisti, gli togliamo la parola, l’anima, le possibilità… preferiamo specchiarci che guardare, ecco perché premiamo gente uguale a noi, senza nulla da dirci se non quello che di sicuro sappiamo già.

Ecco dove finisce un mondo che si nutre di merda. Nel cesso.