Tutto molto semplice
dicembre 7, 2012

Ed e’ proprio così, e’ tutto un rincorrersi perpetuo tra chi insegue e chi si fa inseguire. Poi spesso i ruoli si invertono e il divertimento comincia oppure finisce. Ci adattiamo, come finiamo per abituarci ad un freddo improvviso, basta coprirsi quando fa freddo, no? o magari spogliarsi quando fa caldo, tutto molto semplice. Però qualcuno invece non si rassegna, qualcuno che non ha mai accettato le sconfitte o che ha creduto di non poter vincere mai più. Un cuore talmente fragile che gli è bastata una notte di gelo per non battere più. Dino, 40 anni, una vita quasi normale alle spalle, tanto che aveva un viso liscio liscio che di anni gliene avresti dati forse la metà. E’ morto ieri dopo un anno passato cercando di affogare i propri fantasmi nei cartoni di vino a poco prezzo comprati alla conad della stazione.
C’è una donna da qualche parte ora che lo sta ricordando, forse avverte un vago sentore di rimorso per essere andata via quel giorno, ma ne sono certa, lo rifarebbe mille volte. Probabilmente lo rivede con la tuta da lavoro sporca e quel sorriso che doveva essere malfermo già allora. Lo ricorderà così per sempre anche un bambino castano con gli occhi verdi, “un bambino fortunato, perché somiglia alla mamma”, così mi aveva detto Dino una di quelle volte che mi aveva parlato insieme al suo amico Gianni… L’amico che e’ venuto ad aspettarmi al binario per darmi la notizia. Ma chissa’, e’ piu’ probabile che mi abbia incontrata per caso e chissà poi se era tutto vero, chissà se vedendomi quel giorno Dino aveva solo voluto regalarmi un racconto -triste- ma solo mio.
Ecco, ora siamo arrivati alla fine della storia in ogni caso.

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Aghi nei pagliai
novembre 30, 2012

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Hai mai visto south beach a Miami? Chilometri di negozi alla moda e di locali. Cosa penseresti se, appena arrivato, ti chiedessero di andare a comprare un deodorante per ambienti? A me e’ successo nel 2004 ed ho pensato che non ce l’avrei mai fatta, che avrei dovuto prendere un autobus per chissà dove, sola com’ero, per trovare una cosa che almeno somigliasse a ciò che cercavo (eh si, quel deodorante era davvero importante in quel momento). Invece no, comparve davanti a me un piccolo shop sotterraneo, come in’illuminazione improvvisa e lo vidi li, tra gli scaffali, il mio deodorante per ambienti.
Ecco, ogni volta che mi trovo di fronte ad un ostacolo penso a quella prima passeggiata su south beach, al fatto che fosse incredibile dover cercare un deodorante per ambienti, e’ vero, ma soprattutto al fatto che, nonostante tutto, ero stata capace di trovare il mio ago nel pagliaio.
La vita mi ha dato più di qualche occasione per sentirmi fiera, eppure tra tutte, questa e’ quella che – incredibilmente – mi ha colpita di più…
Io sono forte, sono quella che… A mezzora dall’arrivo a Miami, e’ stata capace di trovare un deodorante per ambienti a south beach.

tanto non dormo da giovedi’
novembre 16, 2011

Adesso parlavo con Stella via e-mail… Si e allora? Le parlavo, perché’ quando vedo scritte le sue parole la sento che le dice, sento il salento, il fumo delle sue sigarette, il pigiama con i buchi, gli occhi appiccicati di sonno e una tazzina di caffe’ che rimugina sul tavolo atterrita, che prima o poi una sigaretta o due finiranno li’ dentro.

Le dicevo di quel Toni Patruno di cui sentivo parlare quando lei era alla facoltà’ di architettura e poi le parlavo di questo e quello e di mio zio, morto così’… e poi in mezzo a cose tanto grevi io prendo e mi metto a ricordare una sera di un milione di anni fa in cui me ne andai alla fermata di cinecitta’ ad aspettare un figo da paura che mi avrebbe riaccompagnata a casa non prima di avermi fatto trascorrere momenti piacevolissimi.

Con un po’ di impegno sento il profumo di quella notte fredda e le luci della strada che illuminavano e accendevano davvero tutto intorno a me.

Non capisco il perché’, non so cosa c’entri, forse ho solo voglia di andare avanti e cercare uno spunto nella memoria che mi dica che nella vita, oltre che farsi il culo e piangere, qualche volta ci si diverte pure.

E cosi’ sia.

Anger Never Dies
maggio 26, 2011

“la rabbia non muore mai, è parte della vita, è parte di te”. Così recita il testo della canzone degli Hooverphonic, una canzone che è di una melodia così dolce, così bella che non lo diresti mai che parla di rabbia, di lacrime, di dolore, degli autunni della vita.

Il video non mi piace, non ha senso, non ha storia, non ha nemmeno ritmo, ma la musica mi ha rapita e mi ha spinta a cercare quale fosse il titolo e chi ne fosse l’autore perché le radio a volte ce l’hanno questo difetto, fanno passare un pezzo mille volte ma in qualche modo a te che ascolti può sfuggire di chi sia.

La rabbia non muore, la proviamo sempre, ogni volta. Spesso non dimentichiamo, spesso la proviamo prima che qualcosa accada solo perché immaginiamo che possa accadere. La rabbia non muore, solo, il fuoco si placa e, a freddo, riconosciamo che è così che va, è difficile che vinciamo una partita in questa vita, ci tocca accettarlo.

Lo sa bene anche una come me, che apparentemente non perde mai la calma, che sta buona e che piange di nascosto.

Lo so bene io, che non dimentico, che non sorrido mai davvero, che temo spesso e temo tutto.

Lo so.

Anger Never Dies

la qualità della vita
maggio 12, 2011

Per garantirmi quel minimo sindacale di dolcezza quotidiana sono stata costretta a mangiare una tavoletta di cioccolato al latte (extra fine) della lindt per colazione. Ci tengo alla mia vita, la allungo con la ginnastica e la allargo mangiando…