Nuove letture
febbraio 20, 2013

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starting monday
maggio 23, 2011

Sarà un lunedì lunghissimo, è iniziato già lungo: un lungo risveglio, un lungo cercare la ciabatta smarrita, un lungo trascinarmi al bagno e lungamente stare lì a fissare un punto qualsiasi del paesaggio fuori dalla finestra mentre cerco un senso, uno spunto, un briciolo di entusiasmo.

C’è un’aria umida e un po’ fresca che non sa di primavera né d’estate, né di altro a dire il vero, ma forse sa di lunedì.

Oggi studio, scrivo, delibero, mi riunisco, nomino… forse sorteggio, mi sbrigo, mi dispero, mi chiedo il perché, come al solito e poi di certo, alla fine, mi rammaricherò di non essere riuscita ad andare in palestra e di aver mangiato troppo.

Un giorno lungo e tipico in mezzo al quale vorrei veder spuntare un arcobaleno di sorpresa, così, qualcosa di bello da portarmi dietro mentre spero di passare ad altro, magari subito a domani.

intanto raduno le carte, sistemo un vestito, apro l’acqua calda, risveglio i muscoli con un paio di sequenze Yoga, allungo, distendo, rilasso, respiro, cerco. Non trovo le chiavi, non trovo le scarpe e più sistemo più è peggio. Così mi siedo e scrivo, scarabocchio fiori di inchiostro azzurri, non rispondo al telefono di casa che tanto non è mai per me.

la finestra è aperta, entra un po’ di sole e un po’ di allergia. Chiudo, faccio avanti e indietro, allungo il brodo di questo giorno lungo, lungo, lunghissimo che è talmente lungo da non essere nemmeno ancora cominciato.

piccoli accorgimenti Yoga per sopportare gli scazzi quotidiani
maggio 19, 2011

Le arrabbiature arrivano, di alcune sai tutto, le puoi prevedere e quasi le aspetti mentre covano, di altre rimani sorpreso. Io non mi arrabbio spesso, nel senso che non me la prendo spesso con qualcuno perché – e questa è una cosa che mi spaventa un po’ – tendo a capire chi compie dei torti. Quando vedo un film, di sovente mi capita di tifare per l’assassino, spero la faccia franca anche perché in un film la vittima sparisce quasi subito ed è fondamentalmente il personaggio più inutile dell’intera storia.

Comunque, dicevo, tendo a capire chi compie degli errori e mi viene sempre spontaneo mettermi nei panni di chi sbaglia piuttosto che in quelli di chi si comporta in maniera irreprensibile.

E’ un limite, me ne rendo conto, ma forse è in linea con una certa coerenza di cui non posso fare a meno. Io capisco una persona che si arrangia, che tira a campare, che per vivacchiare è costretta a fregarti un po’… Non mi sta simpatica, ma le do delle attenuanti. Tutti abbiamo bisogno di attenuanti prima o poi.

Oggi mi sono arrabbiata. Una delle cose che mi fa arrabbiare è la prepotenza perché nelle persone prepotenti non riesco a immedesimarmi. Ci sono persone che adoperano il bullismo per ottenere le cose, ti ridicolizzano, ti portano all’esasperazione, ti sfiancano.

Siccome però conosco dei segreti per estirpare la rabbia alla radice, ho cercato di metterli in pratica.

Mi sono messa seduta comoda, ho chiuso gli occhi per concentrarmi meglio. Ho focalizzato l’attenzione sui rumori buoni: un canto del gallo che veniva da lontano, il cinguettio degli uccelli fuori dalla finestra, quella bella luce che filtrava attraverso le palpebre. Ho cominciato a respirare profondamente, trattenevo l’aria, la rilasciavo, aspettavo, di nuovo tiravo dentro l’aria e mano a mano che andavo avanti tutto mi sembrava più pulito: il respiro, i pensieri, la luce.

Ero ormai convinta di non dovermi più sentire contrariata, di non dovermi preoccupare, che a tutto c’è una soluzione pacifica e la guerra nella mente di qualcuno non può passare nella mia se io non glielo permetto.

Non so se ho reso l’idea.

Saluto al sole
aprile 22, 2011

Ho un raffreddore che mi ha fatto dormire male e vegliare ancora peggio, la gola è in fiamme e non misuro la febbre perché è un gesto inutile, averla o non averla non cambia granchè.

Tuttavia ero ansiosa di cominciare a fare qualcosa con lo Yoga e nonostante le difficoltà oggettive a partire dalla pessima qualità della respirazione, devo dire che qualcosina l’ho conclusa.

Ero appena sveglia, ancora nel letto, ho spostato la coltre di fazzoletti usati accumulati nella notte e mi sono messa nella posizione del cadavere (consona alla mia condizione di malata) Ho chiuso gli occhi perché mi è venuto spontaneo, anche se mi piacerebbe praticare ad occhi aperti, comunque stavolta è andata così. Ho cominciato respirare profondamente e consapevolmente, focalizzavo l’attenzione sull’addome e sul petto e sia dopo la fase di inspirazione che dopo quella di espirazione trattenevo il respiro per un paio di secondi. Fortunatamente non ho dovuto starnutire o soffiarmi il naso in quei minuti o forse la fortuna non c’entra e magari quel tipo di respirazione ha influito beneficamente sul mio raffreddore pernicioso, chissà… in ogni caso ero molto rilassata, ma tutto sommato lo ero anche appena cominciato, quindi non posso dire se abbia funzionato o no.

Sono rimasta qualche secondo a riflettere se mi sentivo in grado di provare qualche posizione, magari una sequenza dinamica come il saluto al sole… Avrei voluto ma una volta in piedi ho realizzato di non stare sufficientemente bene. Ho fatto le solite cose, mi sono lavata e vestita, ho messo delle cose in lavatrice, ho raccolto i fazzoletti e li ho gettati nello sciacquone del water… e a quel punto mi sono resa conto che avevo fatto le scale un paio di volte e mi ero piegata e alzata abbondantemente e che forse, a quel punto, avrei potuto focalizzare le mie energie (seppure poche) in maniera costruttiva.

Mi sono tolta le scarpe e mi sono messa nella posizione della montagna, facendo attenzione alla respirazione ho tirato su le braccia ed ho eseguito un piegamento in avanti, ho respirato ancora ed ho portato la gamba destra indietro e poi anche l’altra: addominali contratti e spalle forti, quando fai asse devi respirare a fondo, sempre con il naso e concentrarti sulla spina dorsale che si rinforza. Poi ho piegato le gambe e ho rilassato le dita dei piedi, sono andata giù con il busto lasciando i glutei in alto, poi sono sguisciata nella posizione del cobra che flette all’indietro la colonna e tende l’addome. Dalla posizione del cobra si va direttamente alla posizione del cane che guarda in basso, formando con il corpo una “V” rovesciata. In questa posizione senti tutta la tua parte posteriore che si allunga. Non è confortevole, ma respirando arriva ossigeno ad ogni singolo muscolo e tendine e se ne trae beneficio. Una gamba viene in avanti e subito dopo la segue l’altra, si resta ancora piegati e poi si torna nella posizione della montagna. Quindi ho ripetuto la sequenza invertendo l’ordine delle gambe.

Questo è stato il mio saluto al sole.

Non posso dire con esattezza cosa stimoli nel corpo e nella mente questo tipo di sequenza, io mi sento rinvigorita, certo, ma… non avverto sensazioni particolari.

Ho trovato difficoltà nel ricordare la sequenza, cosa che mi ha distratta dalla respirazione a volte ma non mi sento frustrata, non devo essere perfetta. Lo yoga ti invita alla lentezza, alla rilassatezza… Quindi se qualcosa oggi è andato storto, domani andrà meglio. l’importante è fare la propria parte.

Ora sono sudaticcia e sto starnutendo moltissimo quindi il miracolo dello yoga non è avvenuto, ma non posso dire che ci sperassi.

Mi metto a letto e aspetto che passi.

nonna, che sorriso grande che hai! – è per vivere meglio bambina mia
aprile 20, 2011

Ho iniziato una nuova avventura, questo non significa che debba durare a lungo. Potrebbe anche esaurirsi nel giro di una settimana per quanto ne so. Per ora ci ho investito una ventina di euro… anche se non ci crede nessuno a questo mio improvviso pragmatismo.

L’altro ieri ho comprato “Yoga per negati” e a dire la verità l’ho anche già finito. Quello che posso dire fin’ora è che è stata una bella lettura, che ritengo di poter fare un tentativo, dopo aver studiato meglio le posizioni e predisposto uno spazio da adibire alla pratica che per ora non credo di avere.

Mi sento avvantaggiata, mentirei se dicessi il contrario e lo yoga non prevede che si dicano bugie, nemmeno quelle di convenienza. Parto avvantaggiata perché sono vegetariana e perché ho sempre avuto un’inclinazione introspettiva. Ma a pensarci bene, nello yoga non c’è competizione e non vedo a cosa potrebbe servirmi un vantaggio, tanto più che in questo mondo che si basa sull’equilibrio, dove vedo un vantaggio, probabilmente si annida uno svantaggio. Compensazione si chiama.

Che il nostro mondo, che il nostro destino, la nostra vita, ovvero la mia e quella di tutti gli altri esseri viventi si basi sul principio della compensazione l’ho capito da piccolissima. Allora già sapevo che se per puro caso ricevevo qualcosa di bello, sarebbe accaduto più prima che poi, di dover restituire il favore.

Ogni volta che spero qualcosa (perché mi capita di affidarmi tal volta alla fortuna) intimamente penso a una controparte cui rinuncerei pur di ottenere ciò che voglio, tanto perché chi di dovere capisca che ne ho davvero bisogno.

Ultimamente sto riflettendo molto sulla mia spiritualità, sto decidendo a cosa voglio credere, sto decidendo cosa voglio sapere e approfondire e più mi documento e più mi dispiace non averlo fatto prima o che un percorso del genere non si incoraggi come si incoraggia la scelta di una carriera e di un corso di studi.

Non sono mai stata una secchiona, ma applico una sana curiosità a più di qualche settore di conoscenza e col tempo ho imparato ad accantonare la predisposizione alla superficialità e ad andare al cuore delle cose.

Il buddismo dice che la felicità è una scelta. Io credo allora che per alcuni sia una scelta più semplice che per altri, ma del resto sembra che il povero Buddah dovette fare un viaggio lungo e tormentoso per trovare una chiave di lettura sul mondo e se non è stato facile per lui non vedo come potrebbe esserlo per me.

Fino ad ora e sono passati 35 anni da quando ho messo piede in questo posto sporco e rozzo, ho capito una sola cosa che do per certa: il coraggio paga. Ogni volta che sono stata coraggiosa poi ci ho guadagnato.

Non so che significa e se valga per tutti, ma sono fiera di aver messo questo tassello nella mia bacheca.

Ora vado a dormire… domani si lavora e anche se non ho meditato, respirato e praticato, forse questa è stata la prima pagina del mio diario sullo yoga.