Archive for agosto 2010

un muro con una città intorno
agosto 17, 2010

Parliamo Di Berlino

E’ stato un incubo, ora è un sogno. Orgia di musei e monumenti per ricordare, per capire, commemorare, scoprire, inorridire, meravigliarsi e poi dimenticare… perché è sempre così che finisce, lo sai.

Tu vai camminando e per caso ogni tanto calpesti un segmento di terra segnata di scuro, lì c’era il muro.

C’è ancora. A pezzi, per tutta la città e persino nelle tasche dei turisti. C’è ancora sulle magliette, nei ristoranti, nei souvenir, nei luoghi dove proliferano piccoli ribelli sporchi fuori e a volte dentro. C’è ancora nei posti in cui si paga, in quelli dove ti sorridono parlando di una guerra che ha il volto in bianco e nero di Marlene Dietrich, dissolvenza di fumo. Marlene, rinnegata e amata come la guerra. La cara vecchia guerra che ha distrutto Berlino ma che le ha anche permesso di rinascere.

E’ questo che fa Dio, toglie e poi da… ecco perché non sappiamo fare a meno della guerra, se Dio è nostro padre, lei non può non essere nostra madre.

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Tutte le stelle che non ho visto cadere
agosto 16, 2010

“Lei vuole che tutti sorridano, i brutti pensieri lasciali a casa”.

Solo occhi brillanti e scie, infinite scie di profumi fruttati, esotici che ti fanno venire voglia di avvicinarti per un po’ e scappare per sempre.

Cosa sto dicendo?

Sto vedendo un film dalle tinte fosche che mi ha dato un’idea ottima: esprimere un desiderio ad ogni ora doppia. Le 13 e 13 sono appena passate ed è come se mi fossi fatta sfuggire una stella cadente.

La cosa più naturale del mondo lasciarsi sfuggire le occasioni. Che siano buone o no, questo purtroppo lo si capisce poi.

autocannibalismo
agosto 14, 2010

Mangiati il cuore, digeriscilo e poi sarà finalmente nella posizione più consona, in parte pronto all’espulsione dal corpo. (Intendo quella sezione inutile e fibrosa di scorie radiottive liberate dai tuoi sentimenti marci o dai sentimenti marci di qualcun altro cui ti è toccato stare accanto) In parte sintetizzato e trasformato in energia cinetica in modo che forse non potrai più sentire, ma almeno ora sarai in grado di fare qualcosa.

Dicono che senza cuore non si vive, ma a guardarsi intorno non si direbbe.