Archive for maggio 2008

Adesso tocca a me
maggio 31, 2008

Ecco fatto, la giapponesina ha cantato in equilibrio sui suoi sandali di legno, avvolta in un kimono giallo perfetto per la Butterfly.

Ho presentato il libro di papà, in mezzo alla gente ce n’era tanta che lo conosceva bene e che ne ha fatto un ricordo commosso, rotto dall’emozione, con le mani e la voce tremanti.

Io invece sorridevo, mi sono sentita sicura, proprio come sarebbe piaciuto a lui.

Ora che sono a casa, da sola, senza più musica né parole, faccio il conto delle cose che mi restano dopo stasera: un mazzo di fiori, un ciondolo d’acciaio, le strette di mano e una poesia firmata dagli amici di papà, che dice che ci manca.

Ora che sono a casa, da sola, senza più musica né parole, senza la sicurezza ed il sorriso, posso piangere un po’ anche io.

Perchè lo so che non sono mai stata davvero come sarebbe piaciuto a lui, anche se ci ho provato tanto.

Home of the brave
maggio 30, 2008

120 morti a settimana, tante sono quelle che si contano tra le fila degli ex militari USA.
I soldati impegnati nella guerra del terrore, il terrore se lo portano a casa e se lo tengono addosso come un tatuaggio da reduci che dopo un po’ comincia ad emanare il suo veleno letale nel sangue.

Sono tutti “nati il 4 luglio” questi soldati, hanno combattuto per il loro paese, ma quando tornano nel loro paese non lo riconoscono più, non ci sanno più vivere e dal loro paese, forse, non si sentono nemmeno amati abbastanza.

Per la maggior parte si tratta di ragazzi tra i venti ed i ventiquattro anni.

Tutto questo mentre un aereo sorvola una zona non meglio identificata tra il brasile ed il perù, in piena foresta amazzonica. Sotto l’aereo, che deve fare un gran rumore a bassa quota com’è, tre o quattro capanne e un gruppetto di uomini tinti di rosso  che tende l’arco e scocca frecce contro il nemico.

Hanno ragione loro, siamo il nemico.

Hai un sassolino nella scarpa o sei solo felice di vedermi?
maggio 29, 2008

Siccome uno finisce sempre per parlare banalmente del tempo, soprattutto oggi che stamattina ci voleva l’attrezzatura da neve e adesso si suda in canotta… ecco, siccome si finisce sempre per parlare di cose così e non si va mai al nocciolo delle questioni…. io ieri mi sono tolta un sassolino dalla scarpa con un paio di persone.

Alla prima persona ho detto che non mi è piaciuto non essere stata invitata ad una cena e che non invitarmi perchè la cena è a base di carne è una stronzata, visto che le cene si organizzano anche per chi magari equipara il piacere della compagnia a quello del cibo. Come risposta il mio nome è stato immediatamente inserito nella lista dei partecipanti, ma io sono sempre più convinta di non presentarmi perchè, appunto, le mie considerazioni adesso riguardano il piacere della compagnia.

Alla seconda ho confessato di non sopportarla più da quando è single, perchè (si tratta di un lui) è diventato un infoiato che ha come principale, o meglio unico argomento di conversazione le donne. Lui sostiene di essere sempre se stesso e che da fidanzati si deve essere seri. Io questo non lo so, so solo che a vederlo ora mi pare di non averlo mai conosciuto.

Ma ieri era un altro giorno, la mattina era andata bene, mi ero pure divertita al lavoro, ero tornata a casa presto, ero riuscita ad andare a camminare.

Oggi invece è stato un disastro al lavoro, poi pioveva, ho perso il treno, non sono andata a camminare e penso che andrò a dormire tra mezz’ora quindi mi tengo gli altri sassolini e vorrà dire che domani comprerò un nuovo paio di scarpe.

cuori e basta
maggio 28, 2008

L’altro giorno dicevo a Valeria che sono fatta così, quando mi avvicino ad un argomento che mi interessa tendo ad approfondirlo più che posso.

E’ stato così per il caso Moro, ed è stato da qui che è cominciato un viaggio che mi ha portato fino al libro di Luca Telese “Cuori Neri”.

In treno apro questo librone ingombrante dalla copertina nera, che già a portarlo in borsa ne senti il peso, non solo fisico.

Io sono di sinistra, credo in alcune cose ed alcune altre che arrivano da destra non mi appartengono, ma ora, arrivati al punto in cui siamo che è uno dei tanti punti di non ritorno della storia della “mia” corrente politica, ho sentito l’esigenza di andare a vedere con i miei occhi quale altro fondo arrivammo a scavare e da quale armadio vengono gli scheletri che infestano la politica attuale.

Sono del settantasei, dunque pur essendo nata negli anni settanta sono una di quelli che non li ha mai vissuti; è anche per ricostruire la mia storia personale che sono andata a curiosare tra le pagine di quel tempo affascinante e terribile.

Cuori Neri l’ho comprato perché qualche mese fa, passando con l’autobus attraverso il quartiere Trieste a Roma, lessi delle grosse scritte che commemoravano la morte di due ragazzi: uno si chiamava Francesco e l’altro Paolo. Seppi in seguito che si trattava di Francesco Cecchin, morto il 16 giugno del settantanove e di Paolo Di Nella, morto il 2 febbraio dell’ottantatrè.

Mi incuriosì la fierezza che si carpiva da quei caratteri affissi sui muri, come si trattasse dell’epitaffio per due eroi o martiri.
Non so se ci sia dell’affetto in quelle scritte o se si tratti a loro modo soprattutto di manifesti politici.
Sta di fatto che quelle parole arrivano dritte dove devono e costringono un quartiere, una città e persino una forestiera come me a ricordare, a informarsi, a soffrire ancora.
E persino a sussurrare un grazie.

unz unz unz e il malcontento pop-olare
maggio 27, 2008

la musica pompa qua su, stanotte dormirò bene credo, perchè dormo sempre bene quando in piazza c’è la festa patronale e le giostre mi volano praticamente sulla testa ed i giostrai mettono le canzoni da discoteca e fanno un po’ i dj de no’ antri (hanno tutti la stessa voce poi, ma come mai?) mentre i ragazzini se le danno sull’autoscontro.

Finito?

Eh, no… vorrei dire una cosetta veloce veloce.

velocissima.

Allora, pago 93 euro al mese per prendere due treni al giorno. Dunque, in inverno gelo dal freddo, spendendo due ore a dodici, quattordici, massimo sedici gradi e ora d’estate eccomi lì al mio posto a sudare, vicino ad altre tre persone sudate e scazzate quanto me, forse anche di più.

Magari è vero che una volta non esisteva l’aria condizionata, ma è anche vero che una volta sui treni si potevano aprire le finestre.

E poi vorrei dire qualcosa di più serio, qualcosa che riguarda gli scontri a Sapienza di oggi, il raid dei giorni scorsi a Pigneto e un’aria pensante che si respira da un po’ di tempo a Roma, ma Roma non è la mia città.

Roma non è la mia città e… mi pare che qualcuno stia cercando di prendersela o crede di essersela già presa.

Non lo sapevo
maggio 27, 2008

Mio nonno era un monarchico?

Io l’ho saputo solo giovedì scorso.

Mio nonno era quello con i baffi bianchi… o biondi, con gli occhiali come fondi di bottiglia che mi accompagnava a scuola portandomi sulle spalle cantando canzoncine buffe.

Mio nonno era quello che ha insegnato matematica a tre o quattro generazioni di somari, me compresa.

Mio nonno era taciturno, ma all’improvviso si metteva a declamare tutta la Divina Commedia a memoria.

Mio nonno passava ore intere a fare il solitario.

Mio nonno si era candidato con Stella e Corona. Tanto tempo fa.

Mio nonno?

La cosa mi fa sorridere e inaspettatamente trabocco di tenerezza.

via le coperte!
maggio 26, 2008

L’estate inizia il primo giorno in cui metto le infradito per uscire.

Cioè ieri.

mangiati sta bistecca
maggio 25, 2008

Ecco, non mangio carne e alla gente sembra che io abbia deciso, che so, di andare in giro con un occhio chiuso all’improvviso e allora si mettono tutti a cercare di mandarmi un moscerino nell’unico occhio aperto che mi resta.

Forse, anzi di sicuro, non capiscono che la mia non è una scelta chissà quanto sofisticata o originale. Mi pare che si divertano tutti a stuzzicarmi come se la mia non fosse altro che una decisione snob.

Io sono tollerante ma solo fino ad un certo punto, poi, quando la cosa si fa ripetitiva, prendo e mi adombro.

Non mi prendo troppo sul serio, è che – come a chiunque altro – essere deliberatamente fraintesa mi indispone.

Io ho deciso di non mangiare carne e non pretendo che gli altri facciano altrettanto; l’unica cosa che gradirei è che ci si sforzasse di accettare che forse la mia non è una scelta estemporanea, ma sensata piuttosto.

Mi piacerebbe che mi si riconoscesse il merito del mio “sacrificio” piuttosto che schernirlo per giustificare le scelte opposte… ammesso che quella di continuare a mangiare carne sia una scelta davvero.

Ma guarda un po’ se devo sentirmi a disagio io, che almeno ho fatto un ragionamento sul cibo (giusto o sbagliato che sia… e naturalmente io credo sia giusto) , al posto di chi invece subisce passivamente ciò che mangia come un retaggio qualsiasi

Tra l’altro so bene che il cammino per una dieta etica e sostenibile è ancora lungo, ma io ho fatto un passo per me decisivo, trasportata da una riflessione tranquilla alla base della quale c’è un pensiero semplice e, almeno quello, universalmente riconosciuto: io mangio per vivere e non vivo per mangiare.

Con buona pace di tutti: vivo bene anche senza bistecche!

L’imbarazzo della scelta
maggio 24, 2008

E pensare che qualcuno ancora dorme… si sta perdendo il meglio!

Ho voglia di leggere, ma penso che mi stenderò fuori al sole per un paio d’ore. Dopo cercherò un film su sky o forse prima ancora andrò a camminare. Ecco, si, magari nel pomeriggio… no, nel pomeriggio forse un gelato e un giro da qualche parte o forse magari un cinema? C’è Gommorra, ma anche Cameron Diaz e potrei mettere la maglia viola, ma forse sarebbe meglio quella nera.

Intanto vado a prendere il sole. Forse sarebbe stato meglio dormire…

Consigli per gli acquisti
maggio 23, 2008

che ci posso fare? …. io mi diverto con poco.

Questa estate sfoggerò solo magliette, borse e canotte griffate da me 🙂