Prendete la macchina, andate via da qui, accendete la radio o spegnetela se la musica che c’è non vi piace (come faccio io ultimamente, io che non sopporto certe parole, certe frasi, certe note). Prendete un treno, una carrozza con dieci cavalli, come volete… ma andate via. Una valigia, qualche cd, una o due foto della mamma. Poi scordatevi il mondo che c’era prima della partenza. Se partite d’inverno non dimenticate la sciarpa e il cappello, se invece andate via d’estate, scompigliatevi i capelli al vento e nel vento cercate di perdere ogni ricordo.
Mi piacerebbe avere 20 anni per sentirmi dire queste parole e per andare via sul serio, lontano lontano lontano lontano…. più lontano. Con un po’ di tristezza, tanta tristezza nello stomaco e le lacrime agli occhi ma tutto un futuro di speranza davanti.
Oggi, che fisso una parete bianca piena di ricordi non ho vento in cui perdermi, per dimenticarmi tutto quello che è successo, tutto il niente che c’è stato e che c’è.
Dici che non è niente? dici che passerà? Eppure ci sono cose che si sanno, che si vedono e si sentono ancora prima che accadano, ancora prima che le pensi Dio, così eri tu per me… l’ho suggerito io al cielo e poi è successo.
Nessuno mi ascolta più da lassù.
Una volta, tanto tempo fa parlavo con il vento, ma ora conosco troppe parole per trovare quelle giuste.
