Mamma, un fiore!
Maggio 11, 2008
E’ stata una lunga giornata questa, magari per molti non è ancora finita, ma per me sta per fortuna arrivando alle ultime battute.
Quando ti scappa un “per fortuna” pensando ad una domenica che si conclude, allora non deve essere andata troppo bene.
Eppure ci sono stati dei momenti dolci, ancora più dolci se contestualizzati nell’asprezza di alcune situazioni.
Ho mangiato cioccolata per tutta la mattina ad esempio, ogni tanto pensavo alle espressioni di biasimo che avrebbe avuto Elisa vedendomi, o lo stesso Marco, ma quanto era buona quella cioccolata quando si scioglieva in bocca mentre toglievo le spine alle rose che poi confezionavo in bustine trasparenti, le quali prima o poi sarebbero finite tra le mani di una mamma orgogliosa.
Io e Rita ci siamo sostenute a vicenda per tutta la mattina, ognuna di noi era lì nonostante i propri grattacapi.
Mi ha confidato che prima del matrimonio non era nemmeno mai andata a fare la spesa. In effetti, ha continuato, anche oggi non si trova a suo agio in mezzo alla gente.
Io sono caduta dalle nuvole: avevo avuto l’impressione, al contrario, che fosse molto socievole, magari non quanto sua sorella e suo fratello, ma comunque senza tutti quei complessi che mi ha riferito di avere.
Suo figlio parla spesso di mio padre, Rita mi ha detto che proprio l’altro giorno lo ricordava con qualcuno dei suoi amici.
Nel frattempo la processione passava, il cielo rimbombava di spari ed io pensavo ai miei poveri cani impauriti e a fox, che di sicuro aveva cercato di entrare in casa.
Poi è arrivata Maria.
Maria per me è una ventata di aria fresca, lei è una che sorride sempre e poi è bella: ha i capelli nerissimi e lunghi, è alta, ha un fisico magro e una delle cose che le riesce meglio nella vita è cucinare.
Lei è una persona semplice, non necessariamente nel senso più positivo del termine, forse anche per questo sorride così tanto.
Ciò che ignoravo, ciò che non ritenevo possibile, è che quel sorriso da fastidio a molti, qualcuno addirittura non lo sopporta.
Sua figlia per ora non sembra bella quanto lei, però mi pare abbia qualcosa di grande dentro di sé. Io ci leggo dell’ambizione, un temperamento romantico e gran voglia di fare.
Una cosa che noto ogni volta, è che la mamma ha un certo timore della figlia, quasi le riconoscesse una superiorità innata e scomoda, dal proprio punto di vista naturalmente.
Tutte e due amano il rosa, non sono mai stata a casa loro ma chi l’ha fatto garantisce che di rosa ce n’è veramente tanto.
Maria ha portato degli stuzzichini per noi che lavoravamo dalle prime luci dell’alba: si è presentata con 4 vassoi pieni di roba avanzata dal compleanno della bambina festeggiato la sera prima.
Mentre noi mangiavamo leccandoci i baffi, la ragazzina puliva a terra. Poi all’improvviso eccola che raccoglie un rametto spezzato ed esclama con stupore e con gioia : Mamma, un fiore!
Appunto, sarebbe bello essere capaci di stupirsi e di gioire per aver trovato un fiore abbandonato a terra… in un negozio di fiori.
Qua
Maggio 10, 2008

Oggi ero sola ed ero in cerca di un’immagine che rendesse l’idea della nostalgia, del rimpianto e del sogno, tutto insieme, come in uno di quei calderoni magici in cui le streghe di notte fanno bollire i loro intrugli.
Ho trovato un cielo grande.
Forse questa immagine diventerà la copertina del libro di papà.
Qua è tutto in disordine: ho provato a disegnare, ma alla fine ho soltanto sprecato il bianco dei fogli e ci sono i vestiti di una intera settimana da rimettere a posto, ci sono le spine nelle dita, ci sono le cose scritte e poi cancellate, le cose dette e poi rimangiate e cose così, che ti lasciano sola, a cercare un’immagine.
Scrivi
Maggio 8, 2008
Scrivi, dai…
scrivi magari dello sciopero di domani al quale tu per fortuna scamperai.
Scrivi di quelle due signore anziane che una settimana fà ad ogni fermata del treno intercettavano un ospedale vicino, segno che ad una certa età i punti di riferimento diventano altri e che magari un giorno gli stessi punti di riferimento li avrai anche tu.
Scrivi delle tue pause pranzo in cui tu e le tue colleghe donne riuscite a trovare gli argomenti di conversazione più improbabili turbando l’animo, evidentemente più geometricamente semplice, dell’unico collega maschio che pranza con voi.
Scrivi della prossima domenica in cui, invece di startene a casa a non fare niente tu no, starai in un negozio di fiori a confezionare piantine per la festa della mamma.
Scrivi che ti delude questo cielo grigio perché speravi di poter prendere un’ora di sole almeno.
E scrivi che scrivi per forza di inerzia dopo aver fatto un viaggio di due ore con un vicino di posto che non solo ha russato tutto il tempo, ma che ti ha pure confinata in un angolino, a meno che tu non volessi ritrovartelo tutto addosso mentre dormiva.
E allora, hai scritto?
un buon caldo
Maggio 7, 2008
Sai cosa? Non importa se tra cinque minuti pioverà (perchè pioverà, questo è certo), l’estate è arrivata e a dirlo sono le lucciole nei campi quando il sole cala. Me l’hanno detto anche i calabroni che stanno facendo il nido sul mio balcone e lo dico io, che ho passato la mattina in terrazza con la canotta e le treccine.
Tra cinque minuti pioverà, ma sarà proprio come tanti anni fa’, alle elementari, quando misi quella gonna leggera e colorata di giallo, arancione e verde e non avevo che dei calzini corti ai piedi e sentivo le gocce di pioggia fresca sulle gambe e mi piaceva perché quella pioggia era diversa, era pioggia d’estate e la scuola stava finendo.
L’estate è una bella sensazione, anche se a un certo punto la scuola non finisce mai, non finisce più
fare a botte
Maggio 6, 2008
Guido è un ragazzo di poco più di vent’anni, lavora in fabbrica, fa turni di otto ore ogni giorno. L’ho conosciuto in palestra quattro o cinque anni fa, quando insieme abbiamo cominciato a fare thai boxe. Lo picchiavo, era l’unico col quale mi allenassi che riuscivo a picchiare perchè con lui non mi sentivo in colpa e se tiravo forte non chiedevo scusa.
Lo trovavo un po’ scoordinato e goffo, tra l’altro era legato, un vero e proprio pezzo di legno, ma da allora ha fatto passi da gigante.
Io nel frattempo ho smesso di tirare calci e pugni, se non a tempo di musica su un saccone, come fanno le signorine per bene; lui invece ci ha preso gusto e delle botte non ne ha mai abbastanza.
Ha cominciato a studiare Ju jitsu con assiduità, senza arrendersi mai di fronte ai limiti fisici e mentali; piano piano ha ammorbidito quei muscoli legati, ha messo su massa, ha fatto il fiato ed è diventato uno forte.
E’ forte anche quando prende parte a qualche rissa ed i carabinieri lo riprendono per le orecchie…
E’ stato troppo forte nell’ultima gara, quando l’hanno squalificato per “eccesso di contatto”.
- Guido, ma che significa “eccesso di contatto?”
- Che gli ho rotto il naso…
Era un po’ incazzato Guido, diciamo che rosica parecchio. Dice che era la prima volta che quel suo avversario non vinceva un incontro
- ma non avete la protezione in faccia?
- si, gliel’ho fatta volare via con un calcio e con un pugno gli ho rotto il naso
- Dovevi smettere quando hai visto che non aveva più la protezione!
- Lui però continuava a menare…
Quindi, mentre correva sul tapis roulant col muso fino a terra, mi ripeteva che adesso non gli resta che allenarsi ancora di più perchè ha cominciato a fare anche boxe.
Sembrerebbe proprio un duro, se non fosse che gli piacciono Gigi D’Alessio, Eros Ramazzotti e persino Ivana Spagna.
Estate, oh cara!
Maggio 4, 2008
Domenica. Roma piena di gente, gente che aveva caldo e che camminava mezza nuda: oggi, a dispetto del calendario, a Roma era estate e non si discute.
Ho conosciuto un tizio che gioca a Basket e che è alto due metri e otto, porta il 48 di scarpa; La sua fidanzata è una bellissima spilungona di un metro e ottanta, mettiamoci pure una quarta abbondante. Che ci facevo io con questi due? Proprio niente oltre a canticchiarmi in testa “ed io tra di voi, se non parlo mai….“
Adesso, stanca morta e con una gran voglia di dormire mangiando cioccolato - se solo fosse possibile - digito le ultime parole facendo attenzione a dargli un senso qualunque.
Non riesco a pensare a nulla di meglio che
Buona notte.
E poi viva Report!
Va bene così
Maggio 2, 2008
Oggi ho visto Fassino. Fassino passa un sacco di tempo al telefono. Mi ha incuriosito il fatto che entrava ed usciva da una chiesa e non so se telefonasse di continuo per non stare in chiesa o se uscisse ogni volta per rispondere al telefono.
Io invece ho preso un sacco di sole, forse troppo, sicuramente troppo visto che non ero in costume.
Ho scritto al sole e ormai il libro di ricordi di papà è quasi pronto. Dovrà necessariamente essere pronto per il 31 di questo mese.
Non è facile frugare tra le carte di tuo padre e correggere e migliorare senza poter chiedere a lui cosa ne pensa.
Non è facile continuare a leggere sentendo nelle orecchie la sua voce e sperare di non dimenticarla mai.
Non è facile rendersi conto che se ne è andato l’unico uomo che abbia potuto amarmi senza condizioni e non sapere se l’abbia mai fatto davvero.
Va bene però, non è facile, ma è comunque un privilegio.
e quindi
Maggio 1, 2008
La notizia, la nazione, l’informazione, la nozione.
Ho passato 4 ore col mac sulle ginocchia mentre il treno, pure oggi, andava e veniva dalla capitale.
Giorno festivo, ho parcheggiato la macchina senza temere la multa.
Non so perché ma ogni tanto mi sembra di vivere in quel bagno unisex di Ally McBeal, quello dove si discuteva di cose importantissime e poi si scopriva che seduto sul water c’era qualcuno che proprio non ci voleva, però poi arrivava Berry White, la musica cominciava a pompare e si ballava intorno al lavandino.
Anche io ogni tanto sento una musica che sale solo per me e mi divido tra l’estremamente intimo ed il profondamente pubblico. Però per fortuna non sono un avvocato
riposati piuttosto
Aprile 30, 2008
Oggi ho visto Borat e poi anche the snapper.
Il giudizio sul primo è che risulta lieve pur essendo greve. E’ una comicità solo apparentemente elementare e finisce per essere un documentario sull’America più affidabile di quanto la trama strampalata faccia credere.
Sul secondo dico solo che Stephen Frears è uno dei miei registi preferiti e nel 1993, con questa storia semplice sulla famiglia e sulla provincia raccontata da Roddy Doyle, ha creato proprio un gioiellino.
Per il resto ho fatto la massaia.
Alle 13.30 mettevo la panna sui tortelli alla zucca mentre mamma mi aggiornava sulle novità di beautiful e mi rassicurava il fatto di non aver perso molto dall’ultima puntata.
Poi ho scoperto che mia madre ha comprato un ombrellone da giardino senza consultarmi ed ho capito che in qualche modo,forse… comincia a considerarmi una inquilina di passaggio.
Si… io
Aprile 29, 2008
La gestione del tempo è un problema fondamentale.
Me lo ripeto di continuo, da quando mi sento schiava del treno e non so quando potrò andare in palestra e vedere quella cosa in TV e poi ad un tratto mi fermo e dico: “proprio io penso al tempo come problema fondamentale? Io che tutti giorni parlo alla gente di quei trenta milioni di persone nel mondo che non hanno una casa, che hanno perso la famiglia, che hanno passato l’infanzia a fare il bambino soldato?”
Si… io.
Come al solito mi dimentico di quanti colori è capace di generare un prisma trasparente quando incontra la luce, di che giochi emozionanti fa il vento con le dune o con l’erba alta e di quanto è buona l’acqua quando hai veramente sete.
Il mio problema è fondamentale, ma non riguarda la gestione del tempo.