BELLA FORCONA!!!

 

Ieri sera ho visto la TV.

Facendo zapping mi sono fermata su Signorini che era arrabbiato con qualcuno e fremeva tutto di indignazione.

C’era il grande Fratello che ormai, a guardarlo bene sembra un fratellino sfigato, di quelli da accompagnare a scuola fino al banco per evitare che lo pestino tutti.

L’ho guardato per un po’ e m’ha fatto pena.

M’ha fatto pena la presentatrice che urlava a uno dei “suoi” ragazzi: “sei un maleducato” e io pensavo che forse il tizio in questione, ai casting, fosse stato scelto proprio per questo, così come tutti gli altri, piagnoni e strilloni, rosiconi, aizzati gli uni contro gli altri a uso e consumo del popolo forconaro e forcaiolo.

Ma non si era parlato di una chiusura anticipata dello show per mancanza di ascolti? E allora perché stanno ancora tutti lì?

Forse hanno cominciato a litigare in maniera utile, a riempirsi di insulti in maniera appetibile, a piangere, a urlare, a strapparsi i capelli in maniera popolare e tutto è tornato come un tempo, quando si poteva passare da uomini e donne a Barbara D’urso senza nemmeno lo sforzo di cambiare canale e poi aspettare Alessia preparando la cena e digerire l’ennesima giornata buttata.

 

sarebbe ora

Jessichissima – l’avevo detto io!

Ecco, è il momento di tirarsela.

Anche se apparentemente non ci avevo preso, piano piano, prendendo in considerazione ogni cosa, io oggi posso verosimilmente affermare di aver avuto ragione.

Qui, proprio dalle pagine di questo blog profetizzavo la vittoria di una delle concorrenti di XFactor 5, arrivati alla semifinale però dovevo abbandonare l’idea di avere delle doti medianiche perché la cantante che tenevo sott’occhio veniva barbaramente eliminata dal pubblico.

Salvo poi rendermi conto che la vittoria è un concetto labile e approssimativo e che, forse, la mia preferita aveva ottenuto dal talent show un altro tipo di vittoria, forse un tipo di vittoria più succosa ed efficace.

Jessica Mazzoli è la cantante sarda che mi aveva colpito alla sua prima interpretazione e per la quale avevo previsto un futuro radioso nel programma.

Come me (anzi, più di me) l’aveva notata Morgan, giudice di una squadra avversaria che però non aveva esitato a riempirla di complimenti da subito, per poi spingersi addirittura oltre, che più oltre non si può, dichiarando che Jessica avrebbe potuto – con un percorso adeguato – andare a riempire il vuoto lasciato nel mondo della musica da Mia Martini.

Questo tipo di dichiarazioni sono talmente forti e forse anche irriverenti considerando l’enormità artistica di cui Mia Martini si faceva portatrice, che non le fai se non le senti, persino se ti chiami Morgan e sei quindi abituato a dire un po’ tutto quello che ti passa per la testa.

Oggi scopro dalla rete che Jessica e Morgan stanno insieme, sono una coppia e in giro è tutto un fiorire di articoli che parlano di loro.

ogni articolo che ho letto sulla cosa rimarca la notevole differenza di età che intercorre tra i due (quasi 20 anni) che, diciamocelo, non fa specie (almeno a me) per l’aspetto fisico, in quanto Morgan ha un grande fascino, ma forse perplime per la formazione culturale e per quelle che potrebbero essere le eventuali affinità ideologiche tra i due.

“Jessica è una persona buona, sincera, mi mette di buon umore” aveva detto Morgan quando entrambi erano ancora impegnati nel talent-reality di Sky che alla sua prima edizione su satellite ha davvero fatto il botto.

Magari questo basta, magari questa è la migliore base per partire, non sta a me dirlo.

Io oggi sono qui solo per dire che avevo ragione, che Jessica ha vinto XFactor e, pur essendo arrivato in finale senza cantanti, a questo punto ha vinto pure Morgan. Ancora.

Gente di mare

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Sai, questa storia di inchini, talmente profondi da far affondare una nave, questa storia di lupi (di mare) e di agnelli, questa storia di bracci di ferro tra sete di giustizia e golosità da consumatore di storie da talk show mi ha resa riflessiva. Più del solito intendo.

Ho cominciato subito a identificarmi con lo sfigato che ha fatto quel gran casino. E’ più forte di me, io mi identifico sempre con lo sfigato di turno, col cazzone di turno. E non perché sono un’imprudente, come forse è stato Schettino, ma perché sono distratta e spesso faccio errori di valutazione, con la gente, nelle situazioni, persino nei sogni.

Allora ho pensato: cazzo, quest’uomo questa manovra deve averla fatta altre volte e gli è sempre andata bene, ma quella volta lì no. A dirla tutta forse la manovra non l’ha nemmeno fatta lui, chissà. Poi, cialtroneria per cialtroneria, non ha capito o voluto capire quanto la cosa fosse seria e ha perso tempo, ha cincischiato, alla fine sono morte 10, 11 persone, non so, non sto seguendo. Però purtroppo la sensazione che ho è che c’è uno Schettino in me anche se non è detto che ci sia una me in Schettino.

Il punto è che non riesco a condannare quest’uomo che giudico un cazzone e un vile e al quale non trovo nessuna attenuante e nemmeno ci provo, ma non lo condanno perché io non riesco a vedermi tanto diversa da lui.

Non lo posso sapere, non sono il capitano di una nave e probabilmente non sarò mai capitano di niente ma forse al suo posto me la sarei data a gambe anche io in preda alla disperazione e alla fifa e invidio nella maniera più totale chi è certo che si sarebbe comportato diversamente.

E, non so, a guardarsi intorno sembra pieno così di gente che è sicura di non aver niente a che fare con Schettino, felice di sputargli addosso disprezzo e derisione, talmente tanta che forse Schettino… e magari anche io, siamo alieni finiti per sbaglio in un mondo di gente figa, per cui la serietà è un valore assoluto e, figuriamoci, anche l’onestà.

Insomma, devo aver sognato e fatto un errore di valutazione quando ho creduto di trovarmi in mezzo a gente che evade le tasse, che protegge i mafiosi, che elegge (a oltranza) politici corrotti e che abbandona i propri vecchi negli ospizi (tanto per dirne una).

E quindi ecco, io e Schettino ci troviamo un po’ spaesati e stupiti e ammirati e io sono un po’ malinconica perché ho il rimpianto di non aver mai conosciuto un eroe anche se, evidentemente, doveva essere molto più semplice di quanto credessi.

Ciao blog

gennaio 17, 2012 - Una Risposta

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Sono a Frascati che e’ una citta’ (o una cittadina) che potremmo definire ridente se solo non ci facesse orrore la banalità di questa espressione ma che di certo si presenta felice, ricca, piena di cani portati a spasso da padroni eleganti. La gente va a correre durante la pausa pranzo e boh, freddo a parte, qui non credo sia mai brutto tempo.

Un post camminando

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Puntualmente

Questo e’ il mio primo post da iPhone. Sono in ritardo di 5 o 6 anni… E siccome oggi e’ una giornata un po’ triste, di quelle che si chiamano “campali” o in qualche altro modo inutile e che in realtà sono solo giorni di merda… Fingero’ di essere all’avanguardia. Comunque si.. E’ un giorno di merda.

to do

dicembre 12, 2011 - Invia un messaggio di risposta

Sto per rendere la tela, i pennelli, i colori, dipingerò una silouette, un vestito giallo e vaporoso, un volto impaurito. credo.

Nessun significato.

Solo, non sai quanto è bello fare qualcosa che ti piace, ancor prima di cominciare.

Più hai bisogno di qualcuno più non c’è nessuno

dicembre 11, 2011 - Una Risposta

Tutta questa importanza che la letteratura da al cuore, tutto questo girare intorno a muscolo che ha l’unico merito di battere più forte ogni volta che si sente un’emozione. Un muscolo che non è neanche capace di provare dolore, tanto che se ti viene un infarto ti deve addirittura far male il braccio. La verità è che per il cuore un bacio e una corsetta si equivalgono, ma per la pancia no.

L’emozione non la confondi con l’indigestione e te la senti tutta lì, col sapore dolce della felicità o con l’aspro del dolore.

E poi, quando sei un’animo sensibile e impari a dialogare con i tuoi organi interni per venirci a patti e non lasciarti sopraffare, arriva un giorno che non ti sai controllare e ti metti a parlare ad alta voce al tuo intestino che vibra dalla tristezza di un giorno, una domenica, così vuota e ridondante che se ci avessi buttato un sassolino in mezzo, ora sentirei ancora l’eco.

Mentre camminavo pensavo che è così: più hai bisogno di qualcuno, più non c’è nessuno, più avresti bisogno di un abbraccio, una parola, un contributo alla sopravvivenza più ti si fa il vuoto intorno.

Poi, oggi la vita mi ha insegnato un’altra cosa, una sciocchezza se vogliamo ma un po’ mi ci voleva…

E… Niente, è che se puoi aiutare qualcuno a non fare una figura di merda fallo pure, ma se non puoi, godine il più possibile.

e – poi – …

dicembre 10, 2011 - Una Risposta

Hai presente quando il (pro)fumo di un’unica sigaretta riempie la casa per ore ed ore?

Hai presente quando vorresti che qualcuno non fosse mai venuto a trovarti e – poi – vorresti non fosse mai andato via?

Hai presente quando qualcuno dovrebbe non piacerti e invece ti sorprende e ti prende?

Quando fuori e dentro è buio e non c’è un rumore se non quello di un respiro o due.

 

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